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Lavori per il palasport a rilento il Comune rescinde il contratto

C.O.
Lavori per il palasport a rilento il Comune rescinde il contratto

Dopo un iter di 6 anni, l’appalto da un milione fu vinto da una ditta di Pomezia L’intervento doveva terminare a fine 2018, ma è stato fatto meno del 30%

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fabbrico. Il palasport non s’ha da fare. Almeno così pare, visto che i lavori di riqualificazione e miglioramento sismico del palazzetto in via dello Sport – un investimento da più di un milione di euro – portati avanti dalla ditta appaltatrice con estrema lentezza, sono destinati a interrompersi.

stop al contratto

Il motivo è semplice: il Comune, proprio a causa dell’inadempienza dell’azienda, il Consorzio stabile Quattroemme, con sede legale a Pomezia, cui sono stati affidati i lavori nel febbraio dell’anno scorso, ha portato avanti l’intervento con così tanta lentezza da incorrere negli estremi per la risoluzione del contratto per grave ritardo.

Infatti, nella delibera approvata dalla giunta il 28 febbraio scorso e pubblicata sull’Albo pretorio, con la quale si dà il via libera alla rescissione del contratto, ad oggi sarebbe stato realizzato meno del 30% delle opere che invece avrebbero dovuto concludersi ed essere consegnate il 19 dicembre dell’anno scorso.

l’iter

Dopo aver garantito alla ditta un mese di tempo ulteriore per mettersi in regola, senza che però nulla accadesse, e dopo una raffica di solleciti, la comunicazione della messa in mora del 4 febbraio scorso e un contraddittorio con i rappresentanti della società, avvenuto il 20 febbraio, il Comune, sulla base della normativa che regola gli appalti, ha avviato le pratiche per la risoluzione del contratto, che prevede anche forti penali per la ditta.

mille difficoltà

Un’opera tormentata, quella del palazzetto di Fabbrico, danneggiato dal sisma del 2012. L’ iter per la messa in sicurezza è iniziato il 28 maggio del 2013 con l’approvazione del progetto preliminare e si è trascinata per sei anni (è del 2016 l’approvazione del progetto definitivo). Ora è di nuovo in stand-by.

Le lungaggini non hanno riguardato solo l’iter burocratico del progetto; ci sono state difficoltà, da parte del Comune, anche nel reperimento dei fondi necessari all’intervento. O meglio, dei ritardi: per realizzare l’opera, il Comune ha utilizzato un avanzo di amministrazione per usare il quale, però, è stato necessario il via libera del ministero dell’Economia e delle Finanze arrivato nel marzo del 2017. Non è finita ancora: ottenuto l’ok dal Mef, il Comune ha indetto la prima gara per affidare i lavori nel settembre del 2017, ma è andata deserta. Il secondo tentativo è andato in porto, ma l’esito è stato, dopo un anno, la rescissione del contratto. Cosa succederà adesso? Il Comune, attraverso il responsabile unico del procedimento, attiverà un’altra procedura, la terza, questa volta d’urgenza, per un nuovo affidamento dei lavori. E speriamo che sia la volta buona. —

C.O.

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