Si faceva chiamare "pomodoro" e spacciava coca in Val d'Enza
I carabinieri di Gattatico, dopo un anno di indagini, hanno arrestato un pusher nigeriano di 40 anni che viveva a Reggio Emilia e che in un biennio ha venduto droga almeno un migliaio di volte
GATTATICO. All’anagrafe disoccupato, di fatto spacciatore di stupefacenti “specializzato” nella vendita di cocaina. I carabinieri di Gattatico hanno arrestato un pusher di 40 anni, nigeriano, residente a Reggio Emilia, documentando un migliaio di cessioni di stupefacenti e ricostruendo un biennio di spaccio.
L'uomo, per non essere "beccato" adottava numerose precauzioni: decideva personalmente il luogo dove incontrarsi con i “clienti” variandolo di volta in volta; nascondeva le “dosi” cocaina in bocca in modo tale da poterle ingoiare in caso di controlli; incontrava i “clienti” quasi sempre di sera o di notte per non essere visto; utilizzava contemporaneamente più utenze telefoniche cambiandole spesso per evitare di essere intercettato; da gennaio del 2017 utilizzava utenze telefoniche cosiddette “pulite” in quanto intestate a persone inesistenti o non riconducibili a lui. Nessuno sapeva la sua vera identità, nemmeno gli acquirenti abitauali: per molti era “pomodoro” per altri “bob” o “Carmello”, questi i “nomi di battaglia” che utilizzava.
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Il Tribunale di Reggio Emilia, accogliendo le richieste avanzate dal pm Giacomo Forte, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare a carico del pusher che, la mattina di giovedì 7 marzo, è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di spaccio di stupefacenti aggravato dalla continuazione. L'indagine ha preso il via nel mese di maggio dello scorso anno, quando i carabinieri di Gattatico, monitorando alcuni consumatori di droga, hanno ricevuto "la soffiata" su un uomo di colore che viaggiava a bordo di una Renault Clio o un Honda Civic e che spacciava droga "su appuntamento" telefonico.
Un' indagine complessa quella condotta dai carabinieri di Gattatico che hanno sentito decine di consumatori tra le provincie di Parma e Reggio Emilia che hanno indicato un unico fornitore. Nessuno però è riuscito a identificarlo se non con i soprannomi che lui stesso dava. Un business stimato nell’ordine di centinaia di migliaia di euro, quello ricostruito dai carabinieri che sono riusciti a individuarlo seguendo il filo tenute dei mezzi che utilizzava per spostarsi. I militari hanno battuta le zone di spaccio della Val d’Enza fino al giorno in cui hanno individuato una Renault Clio condotta, appunto, da un uomo di colore. Dalla targa sono risalito allo spacciatore.
NUmerosi i riconoscimenti fatti da decine di consumatori che, in un' apposita seduta di individuazione fotografica, hanno afffettivamente ammesso di aver acquistato droga dal nigeriano. Gli investigatori sono riusciti a ricostruire oltre un migliaio di cessioni di stupefacenti (prevalentemente cocaina) fatte nell’ultimo biennio.
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