Gazzetta di Reggio

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MAXI SEQUESTRO 

Un chilo e mezzo di cocaina in garage Arrestata una coppia insospettabile

Ambra Prati
Un chilo e mezzo di cocaina in garage Arrestata una coppia insospettabile

La polizia, dopo le segnalazioni di alcuni cittadini, scopre la droga nell’abitazione di un 38enne e della compagna 44enne

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REGGIO EMILIA. La polizia cercava droga spacciata al minuto da albanesi, invece ha trovato un chilo e mezzo di cocaina e 120 grammi di marijuana – valore approssimativo sul mercato 90mila euro – saltati fuori da un armadio nel garage in disponibilità di un insospettabile cutrese.

Con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio è finito in carcere Rosario Simbari, 38 anni, pavimentista, mentre la convivente Caterina Muto, 44 anni, si trova ora agli arresti domiciliari.

L’OPERAZIONE

L’operazione è nata da puntuali segnalazioni dei cittadini del quartiere di Baragalla, che hanno riferito alla questura di un via e vai sospetto all’esterno di un bar di via Martiri della Bettola: una presunta attività di spaccio gestita, secondo la “soffiata”, da persone di nazionalità albanese.

Mercoledì pomeriggio, durante un appostamento, l’attenzione degli uomini della squadra mobile della questura di Reggio è stata subito catturata da un albanese che si trovava all’esterno del locale in compagnia di un italiano. I due sono stati fermati e perquisiti: il cittadino di origini albanesi è risultato “pulito”, mentre l’italiano aveva con sé una fialetta in vetro contenente pochi grammi di cocaina. Una sorta di “campione” da esibire, non ordinario per i pusher di piccolo calibro, che ha convinto gli agenti della necessità di approfondire.

L’uomo, identificato in Rosario Simbari, aveva una precedente residenza in via Giordano Bruno (Cadè), cancellata per irreperibilità.

Il domicilio effettivo è risultato via Fogazzaro, sempre a Baragalla, dove il 38enne vive insieme alla compagna, alla quale è intestato il contratto di affitto. I poliziotti hanno eseguito una perquisizione domiciliare, rinvenendo all’interno di un mobiletto del bagno una “pallina” di cocaina e una di marijuana: altre “briciole” che indicavano il percorso da seguire.

Quando i poliziotti della squadra mobile si sono fatti consegnare il mazzo di chiavi dal 38enne, quest’ultimo – per la prima volta nel corso del pomeriggio – ha mostrato un certo nervosismo.

Con quelle chiavi i poliziotti hanno perlustrato l’intero condominio, provando decine di serrature; finché una di esse ha aperto un garage, non appartenente alla coppia.

Nella rimessa, dentro a un armadio nemmeno nascosti, sono spuntati i quattro sacchi di droga (quello verde, di marijuana, dall’inconfondibile odore), sequestrati insieme a quasi 14mila euro in contanti (in banconote da 50 e 100 euro), a due cellulari e relative Sim card dell’uomo, nonché un bilancino di precisione.

INGENTE QUANTITÀ

Il sostituto procuratore Giacomo Forte – che sta valutando se addebitare ai due l’aggravante dell’ingente quantità (dipenderà dal principio attivo dello stupefacente e dall’esito degli esami di laboratorio) – ha ottenuto la custodia cautelare per la coppia che, difesa di fiducia dall’avvocato Giuseppe Migale Ranieri, tra oggi e domani dovrà comparire in tribunale per l’udienza di convalida dell’arresto.

La scoperta della droga ha sorpreso gli stessi agenti, che non si aspettavano un quantitativo così ingente.

«Una bella operazione, che ha confermato ancora una volta il buon rapporto con il territorio e la cittadinanza. I mille occhi dei reggiani sono stati fondamentali», ha commentato il questore vicario Andrea Salmeri. Mentre il dirigente della Mobile Guglielmo Battisti, nel ringraziare i giovani nuovi rinforzi della questura che hanno partecipato all’operazione, ha sottolineato come il rinvenimento sia solo «un punto di partenza: le indagini proseguono, a monte e a valle, per comprendere la provenienza della partita di droga e a chi fosse destinata».

Certo è, ha proseguito il dirigente, che «da oltre un decennio non si riscontrava un tale quantitativo di stupefacente in mano a un cittadino calabrese. Resta da appurare se sia un ritorno al passato, agli anni Ottanta e Novanta, oppure se si è trattato di un episodio isolato non ripetibile». —


 

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