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«Disoccupazione al 4%, a livello pre-crisi»

Adriano Arati
«Disoccupazione al 4%, a livello pre-crisi»

Il bilancio di mandato di Alberto Vaccari, pronto per il bis come sindaco: «Lavoro, ambiente e salute sono il mio orgoglio»

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CASALGRANDE. Cinque anni di lavoro, fra attenzione all’ambiente e alla salute e il ritorno agli elevatissimi livelli di occupazione del periodo pre-crisi.

Si prepara al congedo, almeno momentaneo, l’attuale amministrazione comunale di Casalgrande, che a fine maggio esaurirà il proprio mandato iniziato nel maggio 2014. Il sindaco Alberto Vaccari e buona parte della squadra, sostenuta dal Pd, si ripresenteranno con l’obiettivo di proseguire il discorso. Ora però è il momento del bilancio, in quello che è sia un atto dovuto, richiesto dalla Corte dei Conti, sia un modo per restituire alla cittadinanza il percorso quinquennale. Il bilancio di mandato è stato presentato ieri mattina in municipio, e dalla prossima settimana inizierà la distribuzione del formato cartaceo a tutti i residenti del territorio.

il bilancio

Il documento, illustrato da Vaccari, parte dalla popolazione. Oggi Casalgrande sfiora le 19.000 unità, con 18.982 residenti, cifre in linea con quelle di questi anni dopo l’enorme crescita di inizio millennio, nel periodo dell’espansione economica.

Una ondata, quella, che portò a una forte crescita di giovani e giovanissimi, mentre oggi la situazione è ribaltata, con 3.542 persone sotto i 18 anni e 4.653 persone sopra i 60 anni, con esigenze sociali diverse.

L’occupazione

Un dato positivo è quello sull’occupazione: «Siamo tornati, nel 2018, al 4% di disoccupati, ovvero il livello precedente al momento della crisi globale. Nel momento peggiore siamo arrivati a toccare il 6% di disoccupazione, che a livello generale è un dato comunque molto positivo, ma che per il nostro territorio ha rappresentato una mezza tragedia», spiega Vaccari. «Ora siamo tornati ai nostri livelli migliori, anche grazie agli sforzi di tanti grandi e medi imprenditori che hanno continuato a investire e a credere nel territorio in cui vivono, creando altre opportunità».

I numeri sono “stellari”, se parametrati al resto d’Italia, ma usuali per il cuore del comprensorio ceramico, una zona che nei decenni è cresciuta e si è arricchita enormemente, pagando il conto alla questione ambientale. «La nostra area è ricca, c’è stata grande crescita ma inevitabilmente qualche strascico c’è, figlio anche di un periodo in cui l’attenzione ambientale era diversa. Tanti edifici sono costruiti con l’amianto, perché all’epoca era usato. O, per fare un altro esempio, i fondi di spiazzi e parcheggi sono stati fatti con i cocci ceramici; oggi è proibito, giustamente, ma parliamo di un altro periodo». Un periodo da cui provengono anche tanti fanghi ceramici potenzialmente pericolosi. E proprio della bonifica di fanghi, amianto e detriti Vaccari è particolarmente orgoglioso. «Quando ho fatto la mia prima campagna elettorale, nel 2009, i fanghi venivano visti come un problema insolvibile. Oggi, su tredici siti nel nostro territorio, undici sono stati bonificati, con 100 mila metri quadrati di terreni in precedenza inquinati ora sistemati. E abbiamo bonificato quasi 124 mila metri quadrati di infissi in cui era presente Eternit. Sembravano problemi insuperabili e invece siamo riusciti a risolverli, lavorando con tante realtà». La carrellata ha toccato anche il tema del welfare, con «una nuova casa di riposo per anziani, l’assistenza domiciliare raddoppiata, la casa della salute in arrivo a Boglioni e servizi per l’infanzia più accessibili». —

Adriano Arati

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