Infermiera condannata per aver derubato un paziente
GUASTALLA. È stata condannata per furto, ieri – dal giudice Simone Devoto Medioli – l’infermiera 56enne Lucia De Pascalis: otto mesi di reclusione e 300 euro di multa. Ma va subito chiarito che per tre dei quattro furti di cui veniva accusata è arrivato il non luogo procedere e relativo proscioglimento da parte del magistrato giudicante per vizio di querela.
L’imputata è stata quindi ritenuta responsabile di quanto era accaduto il 20 febbraio 2015 al centro prelievi dell’ospedale di Guastalla: De Pascalis aveva aiutato un paziente anziano a farsi avanti, spingendo la sedia alle sue spalle, impossessandosi contemporaneamente del portafoglio (contenente 120 euro) che l’uomo aveva nella giacca appoggiata sul bracciolo.
Il pm – nella requisitoria – ha invece ritenuto provati tutti e quattro i furti al centro del processo con rito abbreviato, chiedendo la condanna per un anno e sei mesi di reclusione oltre al pagamento di 600 euro di multa. L’avvocato Sandro Gallusi – che tutela la guastallese 67enne costituitasi parte civile – si è espresso nel solco dell’accusa («Non può essere un caso che quattro persone siano state private del denaro nello stesso ambiente ospedaliero») per poi chiedere i danni patrimoniali e non patrimoniali per la sua assistita. Di diverso avviso l’avvocato difensore Nicola Nardomarino: «Non vi sono prove, nessuno dei presenti ha mai visto la De Pascalis compiere quei furti e lei si professa innocente». Dalla camera di consiglio il giudice è uscito con una condanna per furto aggravato (cioè l’aver approfittato di chi si era rivolto alla struttura sanitaria e l’aver agito nello svolgimento delle mansioni professionali), ma relativa ad un unico episodio. «Faremo appello, è una sentenza ingiusta» commenta a fine-udienza il difensore. —
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