Gazzetta di Reggio

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il maxi sequestro 

«La droga nel garage? Non sapevo nulla»

Tiziano Soresina
«La droga nel garage? Non sapevo nulla»

Nell’udienza di convalida si difende a spada tratta la 44enne, il compagno invece non parla. Il pm li vuole in carcere

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In un clima di tensione si è tenuta ieri – nel primo pomeriggio – davanti al gip Luca Ramponi l’udienza di convalida relativa all’arresto, per detenzione ai fini di spaccio di droga, della coppia residente in via Fogazzaro, a Baragalla.

L’UDIENZA

Il pavimentista 38enne Rosario Simbari è in carcere da mercoledì pomeriggio, la convivente 44enne Caterina Muto (addetta alle pulizie) è agli arresti domiciliari. Entrambi sono difesi dall’avvocato Giuseppe Migale Ranieri. Lui, in aula, si è avvalso della facoltà di non rispondere, mentre lei si è difesa a spada tratta. «Di tutta quella droga trovata nel garage non sa nulla – spiega l’avvocato Migale Ranieri – non ne aveva assolutamente consapevolezza, non c’entra in questa storia. Vive da sempre del suo lavoro». Valutazioni del difensore per arrivare a chiedere la scarcerazione della donna. Stessa richiesta Migale Ranieri l’ha avanzata per Simbari «che vive pure lui del proprio lavoro, guadagna». Di parere opposto il pm Giacomo Forte che coordina le indagini della squadra mobile. Li ritiene entrambi spacciatori, da qui la richiesta della misura cautelare in carcere. Il gip Ramponi deciderà nelle prossime ore.

LE SEGNALAZIONI

L’operazione è nata da segnalazioni dei cittadini del quartiere di Baragalla, che hanno riferito alla questura di un via e vai sospetto all’esterno di un bar di via Martiri della Bettola. Mercoledì pomeriggio, durante un appostamento, l’attenzione dei poliziotti è stata subito catturata da un albanese che si trovava all’esterno del locale in compagnia di un italiano. I due sono stati fermati e perquisiti: l’ albanese è risultato “pulito”, mentre l’italiano (Simbari) aveva con sé una fialetta in vetro contenente pochi grammi di cocaina. Una sorta di “campione” da esibire, non ordinario per i pusher di piccolo calibro, che ha convinto gli agenti della necessità di approfondire. I poliziotti hanno allora eseguito una perquisizione domiciliare, rinvenendo all’interno di un mobiletto del bagno una “pallina” di cocaina e una di marijuana: altre “briciole” che indicavano il percorso da seguire. Quando i poliziotti si sono fatti poi consegnare il mazzo di chiavi dal 38enne, quest’ultimo – per la prima volta nel corso del pomeriggio – ha mostrato un certo nervosismo. Con una chiave viene aperto un garage. Nella rimessa, dentro a un armadio nemmeno nascosti, sono spuntati i quattro sacchi di droga (quello verde, di marijuana, dall’inconfondibile odore), sequestrati insieme a quasi 14mila euro in contanti (in banconote da 50 e 100 euro), a due cellulari e relative Sim card dell’uomo, nonché un bilancino di precisione. —



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