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La giornata delle donne parte da “Lunenomadi” perché insieme si può

Rebecca Poluzzi
La giornata delle donne parte da “Lunenomadi” perché insieme si può

Organizzata ieri da Nondasola una colazione internazionale in piazza Martiri Prima tappa del programma culminato in serata nell’affollato corteo femminista  

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Non è il rosa il colore scelto ieri dal progetto Lunenomadi per festeggiare la donna, bensì l’arcobaleno, emblema di multietnicità e integrazione. Parte dell’associazione Nondasola, in occasione dello sciopero femminista globale, le donne di Lunenomadi hanno organizzato ieri mattina una colazione internazionale in piazza Martiri del 7 Luglio, dove numerose sono state le partecipanti di ogni età ed etnia, attratte dalla gioia della condivisione e dal desiderio di assaggiare una tipica colazione marocchina, composta da thè all’infuso di menta e msemen, tipico pane marocchino. Un evento diventato anche occasione di confronto e incontro tra donne di origini diverse, in linea con quanto si propone di fare il progetto Lunenomadi, di cui è volontaria Mina Tmane, originaria del Marocco e in Italia dal 2003. «La donna migrante – spiega – ha bisogno d’accoglienza, ma anche di conoscere esempi d’integrazione come i nostri, persone che hanno già provato quello che altre stanno vivendo e che possono testimoniare come si possano superare le difficoltà. Le donne, rispetto agli uomini, sono come pasta modellabile e offrendo loro un esempio concreto, si può facilitare il loro inserimento nella società».

Sempre Mina ci tiene ad aggiungere: «Sicuramente il successo più grande di questa iniziativa è il fatto che nessuna donna è entrata in questo progetto senza uscirne cambiata: c’è chi ha trovato un lavoro, chi ha assunto più consapevolezza di sé e chi ha capito che deve cercare la propria autonomia».

Al suo fianco la collega indiana Sukh Gill, in Italia dal 1988, racconta: «La cosa più importante è che l’8 marzo sia un’occasione per condividere un messaggio con tutte le donne: non siamo sole. Si tratti di donne nate qui o di donne che provengono da un altro paese, deve nascere la consapevolezza che intorno a loro è presente una rete di persone pronte a sostenerle davanti a qualsiasi problema. Sono una mediatrice culturale e mi rendo conto che spesso nelle donne straniere manca la conoscenza di quanto è in loro diritto, proprio per questo mi impegno nel fargli conoscere meglio argomenti come la violenza sessuale, la parità salariale, di genere, d’opportunità e i loro diritti sulla maternità».

Le panchine davanti alla Banca d’Italia si infoltiscono di curiose e amiche di Lunenomadi e Nondasola, di mimose non ce ne sono, ma non servono per esprimere la forza e la bellezza delle donne e di questa iniziativa, al contrario di msemen e marmellata, ne sono presenti sempre di più, a confermare che prima di tutto ciò di cui le donne hanno bisogno è il desiderio di condividere per non sentirsi sole e allo stesso tempo, essere valorizzate nella loro persona.

La stessa Fatma Hassan, egiziana e operatrice di Nondasola, ne è testimonianza: «Quando sono arrivata nel 1986 non c’erano luoghi d’incontro con altre donne, mi sentivo sola, ma fatta la conoscenza di questa realtà ho iniziato una nuova vita. La cosa più bella è stata incontrare le europee e scoprire che pensiamo le stesse cose, certo abbiamo culture diverse ma alla fine siamo tutte donne».

Tra queste voci di donne carismatiche si innalza anche quella della giovane indiana Kiranjit Kaur, da tutti chiamata Kimmy: «La straordinarietà di questa rete femminile è quella di unire donne del tutto diverse, per età, cultura ed etnia. Una diversità che è vantaggio perché offre uno spazio per essere ciò che ognuno è, avere il piacere di essere donna e farlo a modo proprio, parlare liberamente di quello che ci sta a cuore, dei nostri problemi, ricordandoci che per la donna non c’è più niente di impossibile».

La colazione è stata solo la prima tappa di una lunga giornata all’insegna della donna, in quanto a seguire, dalle 12.30 si sono svolti tre flashmob in una performance itinerante tra Teatro Valli, Piazza Prampolini e Biosteria Ghirba, intitolata “Comincia con U” e alle 18, ha avuto luogo in Piazza Martiri del 7 luglio il corteo femminista. —



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