Rcf alza il volume delle messe del Papa: «Entro l’autunno entriamo in Borsa»
A segno due acquisizioni dopo l’entrata dei fondi private. L’ad Vicari: «Il 19 marzo primo incontro per quotarci»
REGGIO EMILIA. «Il 19 marzo ci sarà il primo confronto ufficiale con gli operatori. Così, entro il terzo trimestre di quest’anno, ci quoteremo in Borsa». Arturo Vicari è un ingegnere di lungo corso: il suo orecchio percepisce ogni imperfezione sonora e il suo ingegno - unito a quello dei suoi preziosi tecnici - ha saputo pulire negli anni le riproduzioni audio stabilendo un nuovo standard a livello mondiale. A confermarlo i clienti di Rcf, azienda di amplificatori con sede a Mancasale che ha dato lustro alle star di mezzo mondo: dai mega concerti nostrani di Ligabue al Campovolo o di Vasco, ai cantanti stranieri fino all’amplificazione della voce del Papa quando dice messa nella Basilica di San Pietro a Roma. Ora Rcf Group rompe gli indugi e dodici anni dopo il primo sbarco - seguito poi da un delisting - è pronta a tornare in Borsa.
Lo fa con le spalle più grosse - i ricavi consolidati del 2018 dovrebbero attestarsi sui 150 milioni - avendo aumentato il suo perimetro grazie ad acquisizioni di prim’ordine, che permettono all’azienda reggiana di offrire un servizio chiavi in mano: dalle casse, ai mixer fino ai microfoni. Tutto all’insegna del suono pulito anche nel contesto anche dei grandi eventi. «Noi sappiamo fare bene il nostro lavoro, ma lo sviluppo finanziario è un’altra cosa. Per questo abbiamo preso all’interno del nostro gruppo un fondo che potesse assistere la crescita anche attraverso la quotazione in Borsa, che ci permetterà di occupare spazi lasciati liberi sul mercato».
Ingegner Vicari, recentemente Rcf ha comprato dei concorrenti. Come mai questo salto dimensionale?
«Da alcuni anni Rcf Group, che comprende anche la bolognese Aeb Industriale, ha curato l’idea di creare un gruppo sempre più forte. Ma per farlo occorrevano due condizioni fondamentali. Dovevamo essere prima di tutto finanziariamente ed economicamente forti, e dovevamo poi trovare opportunità sul mercato. Le abbiamo cercate per diverso tempo, girando tutto il mondo ma senza avere fortuna. Poi, improvvisamente, abbiamo trovato Eaw negli Stati Uniti, una vera icona americana dell’installazione e della musica live. L’amplificazione di San Pietro a Roma, l’ha fatta Eaw, per dire».
Che ruolo hanno i fondi entrati nell’azionariato di Rcf?
«Per acquistare aziende occorrono competenze specifiche. Abbiamo preso all’interno del nostro gruppo dei fondi che potessero assisterci tecnicamente in questo percorso di crescita».
Invece che prendere dei consulenti avete ceduto una minoranza delle azioni a Palladio Finanziaria e Amundi. Come mai questa apertura?
«Palladio è un’azienda assolutamente specializzata e competente. I fondi sanno fare i conti e valutare le imprese. Noi imprenditori siamo concentrati sullo sviluppo della nostra azienda e dei prodotti. Ora questi fondi hanno il 30% di Rcf. Ogni loro giudizio e consiglio ha un valore anche in qualità azionisti, ma non sono coinvolti nella gestione dell’azienda. Devo dire che si dicono davvero contenti dell’investimento e dei valori generati dall’azienda».
A settembre avete acquisito Eaw, poi a dicembre 2018 un’altra eccellenza come Dpa, che però fa microfoni. Non esula dagli amplificatori, vostro prodotto principe?
«Con Dpa abbiamo acquistato una vera eccellenza nel campo dei microfoni. Noi stessi siamo un’eccellenza nel nostro campo e viaggiamo tra il primo e il secondo posto al mondo per l’alta potenza e l’alta qualità. Ma riteniamo fondamentali i microfoni per gestire totalmente la catena della qualità audio. Questo ci permette di gestire interamente anche le richieste dei nostri clienti».
Conferma quindi i rumors che parlano di una vostra imminente quotazione? È l’ennesima qui a Reggio.
«Confermo e posso anticipare che il 19 marzo partiamo con il confronto con gli operatori. Entro il terzo trimestre saremo in Borsa. Le banche sono entusiaste. Solo la nostra filiale negli Stati Uniti è cresciuta del 30%. Abbiamo un programma di crescita davvero ambizioso che sarà sostenuto tramite la Borsa con ricerca di capitali a livello internazionale. Perché è quella la nostra dimensione. Ma Reggio resta una fucina di aziende davvero splendide».
I fondi resteranno dopo la quotazione?
«Sì. Il suono di qualità è in forte espansione e confermano il loro investimento». —
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