Sfida a tutta velocità sulla tangenziale di Canali
Dopo le segnalazioni dei cittadini, la polizia si apposta e ferma le due auto in corsa: ritirate le patenti dei conducenti
Viaggiavano a forte velocità, superandosi l’un l’altro, per “testare” su strada – come fosse un circuito – le loro auto sportive di grossa cilindrata. Cinque giovani italiani – tra i 20 e i 27 anni, residenti a Sassuolo e Carpi – sono stati pizzicati dalla polizia mentre erano intenti a una sfida tra di loro, costata la patente ai due “piloti”. A dimostrazione che la tangenziale Sud-Est di Reggio è ormai diventata il luogo prediletto per gli amanti della velocità, come hanno più volte segnalato i residenti, tanto da attirare conducenti spericolati da fuori provincia.
L’APPOSTAMENTO
In passato diversi cittadini che abitano nei dintorni di via Osvaldo Salvarani (la Sp114 che da Canali conduce a Masone) e di via Osvaldo Piacentini (all’altezza della frazione di Due Maestà) hanno segnalato di aver udito, e talvolta di essere stati svegliati, dal rombo dei motori di vetture lanciate ad alta velocità. Per questo motivo giovedì verso le 23.30 la questura ha predisposto un mirato servizio di controllo. Due pattuglie della Squadra Volanti si sono recate in via Salvarani e si sono appostate a lato della carreggiata, in attesa di comportamenti anomali. I poliziotti non hanno dovuto attendere molto perché, a un certo punto, si sono visti sfrecciare davanti due auto sportive: una Zeta 4 Bmw e un’Audi S1, con quest’ultima che ha eseguito un sorpasso azzardato della Bmw. Accese le sirene, dopo un breve inseguimento, i poliziotti hanno fermato le macchine, che viaggiavano a quasi il doppio rispetto al limite di velocità in vigore in quel tratto (70 km/h). Sull’Audi si trovavano tre giovani, sulla Bmw altri due.
ZERO PUNTI
I diretti interessati, che si sono dimostrati collaborativi, hanno affermato di essere amici e di aver voluto provare su strada le prestazioni particolari delle vetture di pregio (il costo supera i 50mila euro). Ovviamente il gruppo ha negato di aver partecipato a una competizione non autorizzata e quindi clandestina, cui peraltro non stava assistendo nessuno. La polizia ha identificato i due conducenti – di 22 e 27 anni – contestando loro ben tre violazioni al codice della strada: eccesso di velocità, sorpasso in striscia continua e mancato rispetto della segnaletica.
Infrazioni che, da sole, hanno azzerato d’un sol colpo i punti delle rispettive patenti, che sono state sospese. Gli inquirenti non hanno addebitato il ben più grave reato di gara clandestina – punibile con la reclusione da 1 a 3 anni e una multa da 25mila a 100mila euro, in caso si verifichi un episodio di morte la pena di reclusione sale dai 6 ai 12 anni – perché mancavano i presupposti. Dopo una paternale, ai cinque giovani non è rimasto altro che tornarsene a casa. —
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