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il congresso 

Bis per Legacoop Emilia Ovest Volta resta in sella fino al 2023

Enrico Lorenzo Tidona
Bis per Legacoop Emilia Ovest Volta resta in sella fino al 2023

Strada spianata per il presidente uscente del sindacato delle imprese cooperative Verso la conferma anche Luca Bosi come vice mentre Piacenza dovrà cambiare

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Le sorprese non sono di casa nel mondo della cooperazione. Difficile che venga cambiato un cavallo ancora in corsa. Ecco allora che martedì prossimo, al primo congresso di Legacoop Emilia Ovest, il presidente Andrea Volta dovrebbe incassare senza problemi la riconferma dalle coop di Reggio, Parma e Piacenza, che prolungheranno il suo mandato fino al 2023. Un quadriennio che potrebbe risultare una passeggiata rispetto al primo mandato di Volta, messo in sella alla corazzata delle coop rosse nel 2015, il periodo più nero degli ultimi decenni, quando Legacoop ha perso pezzi incassando più polemiche che appoggi dopo il crollo delle cooperative legate al mondo delle costruzioni. Le crisi di Coopsette, Unieco, fino a Cormo (poi Open.co) – per citarne solo alcune divampate a Reggio Emilia – hanno fiaccato gli animi e messo a dura prova il sistema che nel 2015 aveva deciso già di cambiare passo tramite le unificazioni delle leghe territoriali e il passaggio delle leve ai nuovi dirigenti. Così, il 18 febbraio 2015, in occasione dell’assemblea della neonata Legacoop Emilia Ovest, era stato eletto presidente Andrea Volta (dirigente della parmigiana Assicoop Emilia nord), affiancato dal vice presidente reggiano Luca Bosi, messo a capo di Sicrea, la scialuppa di salvataggio che ha inglobato i resti delle imprese cooperative di costruzioni. Il ticket Volta-Bosi rimarrà in auge anche per il secondo mandato, mentre l’altro vice presidente in quota a Piacenza, Maurizio Molinelli, sarà sostituito perché ha maturato la pensione e, come previsto dallo statuto, dovrà essere sostituito.

Martedì, quindi, a quattro anni dalla sua fondazione, alla cantina Albinea Canali, partirà dalle 9.30 il congresso della lega cresciuta sulla via Emilia e che rappresenta 305 cooperative nelle tre province per un totale di soci che supera la soglia dei 400mila e un valore della produzione complessivo di oltre 7 miliardi di euro. «La cooperazione rappresenta quindi una fetta rilevante delle nostre economie territoriali, con un apporto significativo in termini di occupazione, welfare, servizi e prodotti di qualità», scrive l’associazione nella presentazione. Legacoop è dovuta intervenire infatti in maniera energica per placare le proteste di molti soci prestatori delle coop finite in default, tramite l’anticipo di 7 milioni per i soli soci di Coopsette, Unieco e Indaco. Versamenti di solidarietà messi insieme da una cinquantina di imprese cooperative grandi e soprattutto piccole, quelle rimaste in piedi. Basti pensare che anche la direzione di Legacoop Emilia Ovest ha cambiato geometrie con la scomparsa di ex colossi come Unipeg, Unieco, Open.co e Coopsette e l’affermarsi invece di Coopservice, Cir food e Cantine Riunite, nuovi leader che ora esprimono i manager a capo del sistema. —



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