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Cento anni vissuti con la Reggiana: si festeggia guardando al futuro

Andrea Munari
Cento anni vissuti con la Reggiana: si festeggia guardando al futuro

Il curatore fallimentare della precedente società e il problema del marchio: «Entro maggio potremo fare l’asta»

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REGGIO EMILIA. Cadere fragorosamente a causa di situazioni che sfuggono al tuo controllo e poi avere la forza di raccogliere i cocci, rimboccarsi le maniche e ripartire da zero. La nascita della Reggio Audace come la città dell’Aquila, caduta a causa del terremoto nel 2009 e che ha avuto poi la forza di ripartire e rialzarsi in un percorso non immediato, lungo e portato avanti tra mille difficoltà.

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«Le celebrazioni del centenario della Reggiana saranno un momento fondamentale per mostrare il nostro valore e il nostro orgoglio di reggiani – ha affermato il presidente della Reggio Audace Luca Quintavalli che dalla Sala del Capitano del Popolo dell’hotel Posta ha aperto la presentazione degli eventi legati al centenario –. Durante una cerimonia di consegna di un veicolo all’Aquila in seguito al terremoto un signore mi si avvicinò e mi disse che loro non avrebbero voluto essere in quella situazione, che avrebbero voluto fare di più ma non potevano. Il terremoto gli aveva tolto tutto, ma avevano tanta determinazione per ripartire e lo possiamo esprimere allo stesso modo per come siamo ripartiti noi, in seguito ad eventi che non sono stati causati da nostre colpe».

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«Fare calcio a Reggio non è facile – ha continuato –, non è facile gestire il rapporto con il pubblico, ma noi ci sentiamo audaci di nome e di fatto. Senza determinazione tutto quello che abbiamo fatto non sarebbe stato possibile».

Seguito a ruota dall’Ad Mauro Carretti: «L’obiettivo è quello di far conoscere non solo il nostro club, ma tutto il territorio, toccando anche temi sociali, come una raccolta fondi destinata al Mire, o percorsi educativi per i ragazzi. Il nostro progetto vuole avere continuità nel tempo e per fare questo serve il giusto equilibrio tra il risultato sportivo, la solidità della società che deve avere una visione lungimirante, una crescita dei giovani e la fiducia di tutto l’ambiente».

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IL MARCHIO

Tra i presenti anche la curatrice fallimentare di A.C. Reggiana 1919 Spa. Una presenza che non è passata inosservata soprattutto per capire quando la Reggio Audace potrà tornare a chiamarsi Reggiana. Il marchio è un elemento fondamentale anche per l’eventuale domanda di ripescaggio in serie C. E le domande in questo momento sono due: quando ci sarà l’asta per poter riacquistare il marchio e quanto sarà il suo valore.

«Il curatore deve fare il curatore – ha sottolineato Maria Domenica Costetti –. Dopo un fallimento ci sono delle regole e dei passaggi che devono essere rispettati, io posso solo accelerare questi passaggi per venire incontro alle esigenze che ci sono attorno al marchio. Entro maggio potremo fare l’asta».

TRE PAROLE CHIAVE

Trasversalità, divertimento e comunicazione. Queste per Cristiano Giaroni, il socio della Reggio Audace delegato al centenario devono essere le parole fondamentali attorno alle quali il progetto granata deve ruotare. Giaroni ha inoltre voluto leggere dei messaggi che ha ritenuto eccessivamente critici da parte di stampa e tifosi nei confronti della squadra e della società, contrapposti ad altri che esaltavano la bontà del progetto. «Dobbiamo trasferire nel modo corretto ciò che vogliamo fare nel futuro – ha affermato – ovvero aggregazione e condivisione. Spero che la gente riesca a capirlo».

IL FUTURO

Proprio il futuro della Reggio Audace deve iniziare ad essere programmato, da un punto di vista imprenditoriale e sportivo. In società dovranno essere ridisegnati e suddivisi i compiti in vista della prossima stagione perché è adesso che bisogna iniziare. Giovedì ci sarà un incontro tra tutti i soci granata per iniziare a definire ruoli e compiti in vista della stagione 19/20, sia in caso di serie D sia in caso di un auspicabile ritorno tra i professionisti. —


 

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