Droga, lui resta in cella la compagna ora è libera
REGGIO EMILIA. Il pavimentista 38enne Rosario Simbari rimane in carcere, l’addetta alle pulizie 44enne Caterina Muto non è più nemmeno agli arresti domiciliari nell’abitazione di via Fogazzaro, a Baragalla.
È questa la decisione sulle misure cautelari del gip Luca Ramponi come ultimo atto legato all’udienza di convalida degli arresti dei due conviventi d’origine calabrese accusati di detenzione ai fini di spaccio di cocaina e marijuana. Su Simbari – che si è avvalso della facoltà di non rispondere – restano intatti i gravi indizi di colpevolezza. La compagna rimane indagata, ma la sua versione dei fatti è stata ritenuta plausibile dal giudice, da qui il ritorno in libertà. «Lei non c’entra con questa storia – spiega l’avvocato difensore Giuseppe Migale Ranieri – non sapeva nulla della droga, vive del suo lavoro. Era già agli arresti domiciliari quando i poliziotti sono tornati nel garage dove sono stati rinvenuti gli stupefacenti: se fosse stata consapevole di quella detenzione sarebbe andata a spostare la droga, cosa che non ha fatto perché ignorava tutto». —
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