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Fanno incetta di alcolici ma un carabiniere li scopre

T.S.
Fanno incetta di alcolici ma un carabiniere li scopre

Un armeno e un moldavo insospettiscono un militare fuori servizio che nel market aveva appena fatto la spesa: recuperate 30 bottiglie

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FABBRICO. È l’occhio esperto di un carabiniere fuori servizio – venerdì in tarda mattinata – ad accorgersi che qualcosa non va uscendo dal supermercato dove ha appena fatto spesa.

Nota infatti nel parcheggio due persone che con fare circospetto escono da un’Audi e si dirigono verso il punto-vendita. Una situazione troppo strana per non avvertire i colleghi in stazione.

MAN BASSA DI ALCOLICI

In fretta giunge sul posto una pattuglia che non ci mette molto ad individuare e bloccare i due all’uscita dal supermercato. Sono stranieri e sotto le felpe nascondono una decina di bottiglie di superalcolici.

Poi i militari scoprono nell’Audi altre 22 bottiglie. Entrambi hanno con sé un coltellino che – come viene successivamente ricostruito dal responsabile del supermercato – è servito a rompere l’antitaccheggio dalle dieci bottiglie (del valore di 105 euro) rubate poco prima.

Al vaglio dei carabinieri le altre 22 bottiglie: non è ancora chiaro se siano state rubate e, se sì, dove. Complessivamente il valore dei 32 superalcolici si aggira attorno ai 600 euro.

I due stranieri sono stati così arrestati per concorso in furto aggravato: si tratta di Zhak Vardanyan – disoccupato armeno 28enne residente a San Giorgio in Piano (Bologna) – e del muratore moldavo 27enne Eugeniu Todica, che vive a Bologna.

L’UDIENZA DI CONVALIDA

Ieri mattina, in tribunale a Reggio Emilia, i due stranieri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere nell’udienza di convalida dell’arresto. Difesi dall’avvocato Matteo Totta, sia l’armeno che il moldavo hanno ottenuto la scarcerazione, ma con l’obbligo di firma nella caserma del luogo di residenza.

Si tornerà in aula per il processo il 9 aprile e si va verso il risarcimento del supermercato di Fabbrico per le dieci bottiglie rubate, per poi puntare ad un rito alternativo con sconto di pena di un terzo. Una strategia difensiva che vedremo se si realizzerà fra un mese in udienza. —

T.S.

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