Il viaggio del Collettivo Fx «Pedalare, un’arte politica»
In sella da Torino a Roma per pittare all’insegna della mobilità sostenibile «Fra inquinamento e auto la realtà è che o si usa la bicicletta o si finisce male»
REGGIO EMILIA. «La miglior forma di street art politica è pedalare». Da Torino a Roma, pedalando e pittando. È questo l’obiettivo di “Usa la bici”, il nuovo progetto del Collettivo Fx all’insegna della street art e della mobilità sostenibile. «Andare in bici non è qualcosa di virtuoso, carino, come viene considerato ora – spiegano dal Collettivo – La realtà è che o si usa la bici o si finisce male. Per l’inquinamento (chi è in Pianura Padana ne deve essere terrorizzato) ma anche per la gestione dello spazio pubblico monopolizzato da salotti privati viaggianti, o perché è assurdo continuare a stare dentro una scatola. La bici ha dimostrato già da 20 anni che non inquina, è più sicura, costa cento volte meno dell’auto, non occupa spazio, fa fisicamente bene, si è molto più veloci negli spostamenti. Per quale sano motivo non usiamo la bici?».
Il progetto, in sella alle cargobike Irena costruite da Riccardo Tavernari, è scandito in due fasi, la prima partita il 3 marzo da Torino, toccando Travacò Siccomario (Pavia) e Cremona, per terminare domani a Bologna dopo una tappa a Boretto, dove è stato realizzato un murale dedicato ad Alfonsina Morini Strada, la ciclista vissuta a inizio XX secolo, prima e unica donna a disputare il Giro d’Italia nel 1924, diventata simbolo della parità di genere. La seconda parte del viaggio, invece, prenderà il via il 25 marzo, con partenza da Bologna alla volta di Roma. «Ci stiamo lavorando con Fiab Firenze, Fiab Livorno, associazione Salvaiciclisti», aggiungono dal Collettivo, ringraziando quanti si stanno impegnando nell’iniziativa. Oltre ai disegni, il viaggio diventa infatti anche un itinerario fra «questioni, racconti, situazioni, disegnate su muro in collaborazione con associazioni, amministrazioni, scuole e privati cittadini che conoscono molto meglio di noi l'argomento». Di qui l’invito: «Chi vuole fare un pezzo di viaggio con noi, ovviamente pedalando, è ben accetto». —
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