«Spettacolo di basso spessore» In bilico il candidato della Lega
Elena Diacci (Forza Italia), dopo i post del candidato Rinaldi, prende le distanze «Il mio nome non venga associato a quello di chi minaccia giudici e avvocati»
CASALGRANDE. Rischia, più che concretamente, di ripetersi un caso Catti - il candidato della Lega per Scandiano durato appena quattro giorni - anche a Casalgrande. Dove il candidato della Lega, Villiam Rinaldi, sembra sempre più in bilico.
Pesano, infatti, i post contro i giudici e con chiari riferimenti a Mussolini trovati sulla sua pagina Facebook e finiti al centro delle polemiche nei giorni scorsi. E pesa il tentativo di difesa improntata dal Carroccio, per giustificare il suo uomo.
A sottolinearlo, sono quelli che dovrebbero essere gli alleati della Lega anche a Scandiano e Casalgrande. Ma nel distretto ceramico sembra essere molto difficile trovare la quadra.
LE CRITICHE
Non usa mezzi termini Elena Diacci, consigliere di Forza Italia a Scandiano e nome azzurro forte nel Distretto. A cui non è proprio andata giù la figura fatta fare a tutta la coalizione da Rinaldi. «I Comuni di Casalgrande e Scandiano erano al limite del ballottaggio; mai il Pd è stato così debole come quest’anno. Questa bagarre che ho volutamente vivere da esterna è stata oltremodo imbarazzante, mina la credibilità dei futuri amministratori. Quando io dichiarai sui giornali che non ci si può improvvisare politici fui derisa. Invece siete riusciti veramente a farvi ridere dietro da chiunque. Non sia mai che la mia faccia e il mio nome siano accostati a un soggetto che minaccia giudici e avvocati e che io sia all’interno di uno spettacolo circense di basso spessore» sono le dichiarazioni della Diacci. È chiaro a chi si rivolge: Davide Beltrami, rappresentante del Carroccio nel distretto ceramico, a cui si devono le candidature di Fabio Catti prima e poi Villiam Rinaldi. «Che si assuma la responsabilità di due fallimenti che hanno fatto danni irreparabili – dichiara Elena Diacci – Ora serve una persona, brava, conosciuta e che sa muoversi sul territorio. E poi sarà difficile lo stesso». Diacci contesta anche le modalità con cui si è arrivati alla candidatura di Rinaldi. «Alla vigilia doveva essere un avvocato stimato del territorio il candidato, invece un giorno scopriamo che un professionista di spessore è stato liquidato per candidare Rinaldi, tra l’altro un camionista di Arceto: non è neanche di Casalgrande» dichiara la Diacci.
Poi, sono finiti al centro delle polemiche i post di Rinaldi. Ma alla Diacci non è neanche piaciuta la difesa della Lega, che ha tirato in ballo Alberto Vaccari raccontando di un suo saluto romano negli anni Novanta che ha provocato l’annuncio di una querela da parte del sindaco, che nega l’accaduto. «Non si può lasciare la gestione del distretto ceramico a gente simile, auspichiamo che arrivi gente che conosce il territorio. Beltrami per mesi mi ha attaccato, dicendo che loro avevano in numeri. Se questo è il suo comandare... Qualcuno si ponga delle domande» rincara la Diacci.
Ancora non è chiaro cosa succederà alla candidatura di Rinaldi. Da parte del segretario di Lega Emilia, Gianluca Vinci, non sono arrivate dichiarazioni ufficiali. Ma se l’obiettivo, come in premessa, è ancora di correre insieme a Fratelli d’Italia e Forza Italia, la candidatura di Rinaldi al momento sembra non garantire questo sodalizio. —
Elisa Pederzoli
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