Delegazione reggiana per il Dalai Lama
La casa del Tibet e la parlamentare Incerti a Dharamsala, in India, per partecipare alle celebrazioni dell’anniversario
REGGIO EMILIA. C’era anche una delegazione reggiana, ieri a Dharamsala, in India, dove in sessant’anni di esilio – dal 1959 – il Dalai Lama ha creato scuole, monasteri, ospedali e dato vita al Governo Tibetano, eletto democraticamente. Le celebrazione del 10 marzo, quest’anno, sono state ricchissime di significati e di avvenimenti, con presenze importanti da tutto il mondo.
A presenziare alle cerimonia in maniera ufficiale, infatti, c’era la Casa del Tibet di Votigno di Canossa, fondata nel 1990 e visitata dal Dalai Lama stesso nel 1999, guidata dal dottort Stefano Dallari, dentista reggiano, fondatore della Casa del Tibet e suo attuale presidente.
Assieme a loro, l’onorevole reggiana Antonella Incerti, parlamentare del Pd, da sempre amica del popolo tibetano, frequentatrice della Casa del Tibet e da anni impegnata sui Diritti Umani, capogruppo dell’Intergruppo Parlamentare per i diritti del popolo saharawi, nel deserto del Marocco, anche loro scacciati dalle loro terre.
Una missione importante, per la delegazione reggiana, che ha portato in terra asiatica anche la solidarietà del popolo di Reggio Emilia, sempre attento ai diritti dei più deboli,alle istanze della Pace e a fianco di quei popoli del mondo che hanno scelto la nonviolenza e il dialogo per risolvere i loro conflitti.
Con loro c’era anche Claudio Cardelli di Rimini, Presidente dell’Associazione Italia-Tibet ,attiva sui problemi politici del Tibet.
In Europa si è svolta, sempre ieri, una imponente manifestazione a Bruxelles, dove la Casa del Tibet era presente con i tibetani che vivono a Votigno e con Matteo Manfredini, responsabile per i rapporti internazionali della Casa del Tibet.
Anche Nuova Delhi, la capitale dell’India ha accolto migliaia di tibetani per un giorno di protesta e di speranza.
Era il 10 marzo del 1959 quando, con un drappello di accompagnatori, il Dalai Lama lasciava per sempre la sua amata terra per rifugiarsi in India, dopo anni di inutili trattative fra il Governo tibetano e il Governo cinese che aveva invaso, nel 1950, il libero paese himalayano.
Da quel giorno iniziava l’esilio in India, a Dharamsala, del Dalai Lama, che non avrebbe mai più visto il Tibet, colpito da durissime repressioni.
Per questo, ogni anno, il 10 marzo è la ricorrenza più importante per il popolo tibetano, sia in Tibet, dove anche esporre una sola foto del Dalai Lama può causare la detenzione, e in tutto il mondo nella speranza, mai doma, che un giorno il Tibet possa tornare libero e il Dalai Lama, più che ottantenne, possa ritornare a rivedere la sua terra. —
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