BASSA REGGIANA
Derubano l'amico dello smartphone, denunciati tre minori
Nei guai finisce anche lo zio di uno dei tre trovato in possesso del cellulare al quale aveva cercato di cambiare l'Imei
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BASSA REGGIANA. Non trovava lo smartphone che, a sua insaputa, gli era stato sottratto da tre suoi “amici” che, peraltro, gli hanno fatto credere che l’aveva perso, mostrandosi anche disponibili a cercarlo. Lo smartphone ovviamente non è stato trovato e così il ragazzo, certo di non averlo perso, si è rivolto ai carabinieri della stazione di Campagnola Emilia denunciando il furto.
Le indagini dei carabinieri di Campagnola, non solo hanno permesso di accertare le responsabilità dei tre ragazzi, ma hanno portato anche al rinvenimento dello smartphone trovato in disponibilità dello zio di uno dei tre ragazzi, a sua volta finito nei guai.
Per questi motivi con l’accusa di furto in concorso i carabinieri di Campagnola hanno denunciato un 17enne e due 16enni reggiani, il cui caso sarà valutato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna, mentre alla Procura reggiana è stato denunciato un 28enne modenese accusato del reato di ricettazione.
L’attività dei militari ha portato al rinvenimento anche dello smarthpone rubato, un costoso Samsung S9, sequestrato dai carabinieri per la successiva restituzione al derubato.
I fatti risalgono allo scorso mese di ottobre quando i 4 adolescenti si trovavano insieme su una panchina. Uno di loro si è accorto di non aver più il cellulare che aveva lasciato sopra la panchina. Credendo di essere vittima di uno scherzo ha chiesto il cellulare in restituzione, per poi trovarsi a cercarlo con i suoi “amici”, che gli hanno fatto credere che l‘aveva perso.
Ma così non era. Ne era certo anche la vittima che infatti si è presentato ai carabinieri, denunciando il furto. Le indagini hanno rivelato la verità presupposta dalla vittima: lo smartphone gli era stato sottratto dai suo amici per poi essere dato a uno zio dei tre. Sebbene l’uomo abbia cercato di modificare il codice Imei (la carta d’identità dei cellulari) i militari sono riusciti a risalire lo stesso alla paternità dello smarthpone. L’uomo è stato denunciato per ricettazione mentre i tre minori per furto in concorso.
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