Gazzetta di Reggio

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IL QUADRO ECONOMICO  

Crisi e aggregazioni le coop sono in calo Bene i servizi e l’agroalimentare

Costruzioni e industria hanno ridotto i ricavi da 1,2 miliardi a 450 milioni ma a tenere sono aziende come Coopservice e Riunite

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REGGIO EMILIA. Le crisi e i processi di aggregazione hanno ridotto il numero delle imprese iscritte a Legacoop Emilia Ovest. Sensibile la contrazione: sono passate dalle 339 di fine 2014 alle 305 realtà attive a fine 2018 (-34 unità), risultato algebrico derivante da 38 nuove associate, 15 incorporazioni, 57 liquidazioni.

In un quadro generale di sostanziale tenuta e ribilanciamento, la mannaia è scesa nel comparto industriale (manifatturiero-costruzioni-artigiani), quello più duramente colpito dalla crisi.

Le coop associate sulla via Emilia, dal 2014 al 2018, hanno visto un crollo del valore della produzione, sceso da 1,19 miliardi di euro a 450 milioni, gli occupati sono calati da 4.360 a 1.500, il patrimonio netto diminuito da 158 milioni di euro a 52 milioni.

A controbilanciare la débacle è il settore dei servizi (con campioni di settore come la reggiana Coopservice), che risulta essere il più dinamico. Inoltre, seppur in misura assai più contenuta, ci sono le esperienze caratterizzate da connotati fortemente innovativi, così come le ripartenze aziendali tramite i workers buy out.

I processi di incorporazione hanno investito principalmente la cooperazione sociale, mentre la conclusione di percorsi di liquidazione (da Coopsette a Unieco passando per Cormo e altre minori) già avviati durante la crisi susseguente al 2008, hanno trovato parziale compimento (uscita dall’associazione) e ridefinito significativamente interi settori produttivi.

Discorso a parte merita la cooperazione di consumo, dove la nascita di Alleanza 3.0, con sede legale a Bologna, ha portato a ridefinire l’impatto numerico della cooperativa sui valori complessivamente espressi da Legacoop Emilia Ovest.

Il settore agroalimentare (54 cooperative per un valore della produzione di 1,3 miliardi di euro, un patrimonio netto di 245 milioni euro e 2.160 occupati a fine 2018) ha mostrato nel corso del quadriennio un consolidamento delle cooperative.

I saldi negativi sono ascrivibili all’uscita dal perimetro cooperativo di Unipeg, realtà di primaria importanza nella macellazione bovina. Le quotazioni positive del Parmigiano Reggiano nel quadriennio hanno portato benefici diffusi lungo l’intera filiera produttiva, così come le vendite di vino, trainate specialmente dai mercati esteri, si sono mantenute su livelli considerevoli, e dove eccelle la reggiana Cantine Riunite. —

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