Gazzetta di Reggio

Reggio

I PROCESSI 

Il dolore del cavaliere per gli operai morti a causa dell’amianto

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Castelnovo Sotto. La lunghissima carriera imprenditoriale di Mirco Landini è stata caratterizzata, negli ultimi anni, anche dalle battaglie legali condotte dalle famiglie degli ex dipendenti dell’Itamiant – così si chiamava la Landini fino a qualche decennio fa – che contrassero gravi problemi di salute legati al contatto con l’amianto. Negli anni scorsi, in merito a questo aspetto, Landini prese posizione tramite una nota diffusa dai suoi legali. «La Landini e il suo amministratore unico – si legge nella nota – manifestano dolore e vicinanza a chi abbia patito conseguenze dal contatto con l’amianto e ai familiari di chi sia venuto meno per causa di ciò. L’Itamiant, creata negli anni Cinquanta, ha lavorato l’amianto per oltre quarant’anni: Mirco Landini al fianco degli operai e nelle stesse condizioni. Lo ha fatto nel contesto cognitivo, normativo e prevenzionale esistente allora. Negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta non vi era consapevolezza della pericolosità dell’amianto, soprattutto come causa d’innesco del mesotelioma pleurico. Neppure vi erano indicazioni e prescrizioni sul da farsi da parte dello Stato e degli enti preposti alla sicurezza del lavoro. Il tema è di grande complessità e va trattato con la misura e prudenza che richiede e ciò per sensibilità verso le vittime dell’amianto e anche per necessaria attenzione alla dignità delle imprese e degli imprenditori».

E proprio lo Stato venne chiamato in causa dai legali dell’azienda, per aver violato l’obbligo costituzionale di tutela della salute dei cittadini e del loro diritto alla vita.

In questi anni gli iter giudiziari sono stati lunghi e complessi, con l’azienda chiamata a risarcire diverse centinaia di migliaia di euro, a fronte di richieste milionarie, come avvenuto per altre aziende della provincia di Reggio che trattavano l’amianto.

Negli anni successivi poi, la Landini investì molto per fronteggiare la pericolosità dell’amianto: quando nel 1992 l’amianto fu messo al bando, l’azienda attuò un’onerosa opera di bonifica e riconversione industriale, al contrario di molte altre imprese che chiusero i battenti. —

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