«Perseguitato dall’ex geloso vissuti sette mesi da incubo»
Il racconto in tribunale del 25enne che si è costituito parte civile nel processo in cui l’amico di un tempo è accusato di stalking
VAL D’ENZA. In un clima di grande tensione, si è tenuta in tribunale a Reggio Emilia la seconda udienza del delicato processo nei confronti del disoccupato 25enne che due anni fa – secondo quanto ricostruito dagli inquirenti – era diventato una furia (da qui l’accusa di stalking) quando aveva scoperto che il nuovo amore dell’ex compagna lo conosceva piuttosto bene, visto che era un suo amico.
UN RACCONTO CUPO
E quest’ultimo, un operaio tunisino di 25 anni, ha parlato ieri con calma per circa un’ora, senza mai scomporsi nonostante avesse puntati addosso in prima fila gli occhi dell’imputato. Una deposizione-shock, perché in sette mesi – dal gennaio al luglio 2017 – è accaduto di tutto, cioè da quando l’ex compagno aveva scoperto su Facebook l’amico e l’ex convivente (da cui ha avuto una figlia) ritratti in una foto in cui si scambiavano effusioni che non lasciavano dubbi sul rapporto sentimentale creatosi fra i due. Davanti al giudice Antonella Garcea, l’operaio (costituitosi parte civile insieme alla 23enne con cui ha un legame stabile) ha elencato tutta una serie di atti persecutori: il portone del condominio dove vive preso a mazzate e giorni dopo cosparso di escrementi di cane, la sua auto per tre volte danneggiata (strisciate e vetri frantumati), minacce di morte («Sta arrivando la tua ora, ti punterò una pistola alla tempia») giunte attraverso amici in comune, un cutter puntato un paio di volte, inseguimenti con tanto di tamponamento della macchina, ingiurie e frasi da brivido fra telefonate e messaggi, l’incontro in un bar per cercare di calmare le acque risoltosi solo con un imperativo («Devi lasciarla!») da parte dell’imputato che così si era rivolto al tunisino riferendosi all’ex compagna (parrucchiera 23enne ora disoccupata). E durante la testimonianza l’operaio ha depositato un dvd contenente una telefonata registrata che conterrebbe minacce pesantissime. Le persecuzioni sono poi terminate all’emissione di una misura restrittiva – il divieto di avvicinamento – nei confronti del giovane accusato di stalking (l’inchiesta è stata coordinata dal pm Valentina Salvi).
«NON VEDEVA LA FIGLIA»
La coppia si è costituita parte civile tramite l’avvocato Antonio Sarzi Amadè (presente ieri in aula la 23enne che ha deposto nell’udienza scorsa). L’imputato è tutelato dall’avvocato Davide Martinelli: «La vicenda si direbbe alimentata dalla gelosia – commenta a fine-udienza il difensore – ma il mio assistito era tormentato dal fatto che non riusciva più a incontrare la figlia. La vedeva nelle foto su Facebook postate dall’ex, si sentiva come provocato. Poi si è placato nel momento in cui gli è stato riconosciuto il diritto di poter frequentare la bimba». —
T.S.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
