«Servirebbe un terzo mandato ma io mi ritiro a vita privata»
Il sindaco Giorgio Bedeschi annuncia la fine della propria esperienza politica «Ma non darò l’appoggio ad alcuna lista, sarei una figura ingombrante»
VIANO. «Esco dalla politica, mi ritiro a vita civile». Dice addio all’impegno attivo, il sindaco di Viano Giorgio Bedeschi, una delle figure più note della politica locale degli ultimi decenni, primo sindaco leghista reggiano.
Ora è al termine del suo secondo mandato consecutivo e non può più ripresentarsi, ma le sue scelte erano comunque molto attese. Nel paese collinare non vi è ancora alcuna lista ufficiale, e l’appoggio di Bedeschi avrebbe spostato non poco. Ma il primo cittadino si chiama fuori. «Ormai sono vent’anni che sono impegnato in Comune; non è stato un cammino breve, è stato impegnativo e io vado per i settanta. Voglio fare un passo indietro, non appoggerò nessuno in maniera attiva, anche perché sarei una figura ingombrante e non sarebbe giusto, né per me, né per un candidato. Si guarderebbe sempre a me, e non sarebbe corretto», racconta Bedeschi. «Nella mia attuale maggioranza qualcuno sta lavorando a una lista, mentre non so cosa faranno gli altri partiti. Io però voglio mettermi da parte, guarderò le varie formazioni ma senza schierarmi», aggiunge Bedeschi.
Mancano ormai pochi mesi alla fine della sua esperienza, che porta con sé anche riflessioni sulla politica a livello locale: «Non siamo più al tempo delle contrapposizioni politiche. Nei paesi delle dimensioni di Viano le liste dovrebbero avere persone in gamba, di destra, di sinistra, di centro. In tante realtà mi chiedo se abbia senso avere più liste che si fanno la guerra sulle buche. Le buche tutti sanno che ci sono», riflette.
Un altro tema è quello dei mandati dei sindaci. «A mio parere, si dovrebbe ragionare su un terzo mandato, anche se non parlo per me. Oggi è sempre più difficile trovare persone interessate e coinvolte, e due mandati non sono tanti. Nel primo si impara a fare il mestiere, nel secondo si può concretizzare qualcosa; un terzo mandato sarebbe prezioso. In Parlamento la gente entra ed esce dalle formazioni; nei Comuni non è possibile fare tre mandati. Penso sia ora di rifletterci», sostiene il primo cittadino vianese.
«Così come sull’ascolto: i politici dovrebbero venire sul territorio ad ascoltare i sindaci e i cittadini. Oggi si percepisce una distanza fortissima», conclude. —
Adriano Arati
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