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L’OSPITE 

Anche Unindustria in viaggio nei 25 anni di Schindler’s List

Adr.Ar.

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REGGIO EMILIA. Le industrie reggiane a fianco del Viaggio. Nel 2019, per la prima volta una delegazione di Unindustria Reggio Emilia, guidata dalla vicepresidente Daniela Fantozzi, ha preso parte all’esperienza Istoreco. L’anno non è causale, per molti versi. Il sostegno del tessuto economico reggiano al progetto è sempre più forte e nel 2019 ricorrono i 25 anni da Schindler’s List, uno dei più celebri film sull’Olocausto. E racconto di come un industriale, Oskar Schindler, sia stato in grado di salvare migliaia di vite grazie al suo ruolo e al suo lavoro nella Polonia occupata.

«Ritengo che iniziative come queste siano il modo più efficace possibile per affrontare e depotenziare il passato, contestualizzandolo. Con l’esperienza diretta, la visione di ciò che si poteva solo immaginare, si interiorizzano stati d’animo ed emozioni indelebili, per capire, per non dimenticare. Cancellare questo passato non serve. Serve prendere coscienza di ciò che è stato, per non avere paura, ma soprattutto per imparare», riflette la Fantozzi.

«L’obiettivo deve essere rifiutare la deresponsabilizzazione, colpire la coscienza, stimolare pensieri e confronti su temi etici e storiografici, in particolare nella società di oggi che vive nel perenne presente, nell’immediato, nell’informazione facile, rapida».

Un presente con tanti rischi: «I giovani, ma non solo, tendono ad aderire a campagne mediatiche o linciaggi morali senza informarsi, documentarsi, capire, finendo per usare il linguaggio e i mezzi di comunicazione con leggerezza, ignorandone la risonanza e le conseguenze», sottolinea amaramente la Fantozzi.

Da qui, l’importanza di esperienze come il Viaggio reggiano: «Nessuna società può permettersi che dopo più di settant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale e l’apertura dei campi di sterminio, di prigionia e lavoro, esista ancora qualcuno che neghi l’Olocausto, o che non rimanga sgomento di fronte al meccanismo delle camere a gas, o che difendano le idee alla base del fascismo e del nazismo. Così come possa esserci chi, pur sinceramente colpito da morti assurde ed insensate, invochi lo stesso trattamento oggi per altre “categorie”».

La Fantozzi allarga il discorso da Istoreco all’intero territorio, in questo senso: «Il lavoro degli istituti storici, dei Viaggi della Memoria e di tutti i docenti attenti e curiosi è oggi più importante che mai, non per fare archeologia, non per raccontare di singole vite strappate agli affetti per una presunta superiorità razziale di chi li ha deportati, ma per dotarci di strumenti riflessivi utili al nostro essere cittadini qui ed ora».

Sempre in quest’ottica, «è importante che tutti gli attori della società civile appoggino la diffusione di questa cultura storica, perché ognuno di noi possa ri-abituarsi a fare e a farsi domande. Questo è il motivo per cui Unindustria Reggio ha accolto l’invito a partecipare a questo viaggio». —

Adr.Ar.

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