Gazzetta di Reggio

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Delirio in duomo, ai piedi dell’altare con un gancio da traino

Ambra Prati
Delirio in duomo, ai piedi dell’altare con un gancio da traino

Reggio Emilia, pakistano di 24 anni in stato confusionale entra in cattedrale e urla frasi sconnesse fino all’arrivo dei carabinieri 

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REGGIO EMILIA. «Entrato in cattedrale urlava “io ho finito, tutti abbiamo finito”». Così Luca Tamagnini, 31 anni, titolare dello storico negozio Tamagnini calzature di via Emilia San Pietro, racconta le fasi più concitate di quanto accaduto martedì mattina quando lui stesso ha seguito e bloccato un uomo straniero in forte stato confusionale che girava per il centro storico trascinando un gancio da traino.

«Ero in negozio quando dietro la vetrata ho visto quel giovane con felpa arancione e cappuccio rialzato che trascinava un gancio da cantiere», spiega il negoziante.. Un gancio metallico di diversi chili, tenuto per un cavo tipo idrante, ricoperto di stoffa, lungo circa 30 centimetri.

«Camminava barcollando. L’ho seguito fino in piazza Prampolini, c’era pieno di gente; ho chiamato il 112 segnalando l’uomo sospetto che si era fermato davanti a una vetrina vuota, tra il duomo e lo store della Reggiana. La centrale operativa dell’Arma mi ha raccomandato di aspettare l’arrivo della pattuglia e di cercare di non farmi notare dall’uomo che però è entrato all’interno della cattedrale, dove ha cominciato a sbattere per terra il gancio facendo un gran rumore. Ho richiamato il 112 per riferire che il soggetto era entrato in un luogo sensibile».

Nel frattempo due anziani in chiesa per pregare, avvicinano il giovane redarguendolo per quel frastuono. «Lui si è innervosito parecchio e ha farfugliato “è arrivata la fine, questa è casa mia”, alzando la voce e gridando frasi senza senso».

Tamagnini lo avvicina per tranquillizzarlo: gli chiede come si chiama, da dove viene e perché è arrabbiato. «Ha risposto di chiamarsi Alì, di essere pakistano, e ha iniziato a spogliarsi. Gli ho spiegato che non poteva togliersi la felpa in chiesa. Allora si è sdraiato ai piedi dell’altare e quando ho provato ad allontanare il gancio lo ha tenuto stretto agitandosi: “quello fa male”. Finché non sono arrivati i carabinieri che hanno allontanato il gancio prima di ammanettarlo e caricarlo sulla gazzella». Sul posto, anche polizia e municipale.

Identificato in un pakistano 24enne, ultimo domicilio in provincia di Udine, l’uomo è stato condotto in ospedale per valutare un trattamento sanitario obbligatorio. «Non credo che fosse ubriaco né drogato. Secondo me quell’uomo ne ha passate di tutti i colori. È stato un brutto quarto d’ora», conclude il commerciante. —
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