I camion di due ditte di Giglio già donati ai vigili del fuoco
MODENA. Trentanove camion e autoarticolati, con l’aggiunta di una considerevole quantità di pezzi di ricambio: i vertici dell’antimafia italiana li hanno consegnati ai vigili del fuoco italiani il 15 dicembre di tre anni fa.
La cerimonia di consegna era stata fatta a Modena, perché due dei camion erano poi rimasti in dotazione ai vigili del fuoco modenesi.
Un parco-camion che arriva da due aziende di Gualtieri controllate da Giuseppe Giglio, il “pentito” del processo Aemilia che ora vede definitivamente confiscato tutto il suo “ impero” costruito a fianco della ’ndrangheta.
Non era stato un passaggio indolore, quello dei camion. I meccanici dei vigili del fuoco avevano affrontato almeno una giornata di lavoro per rimetterli in sesto. Per togliere di mezzo “sabotaggi” dell’ultima ora – parliamo ad esempio di tubi di alimentazione tagliati – che complicassero l’arrivo allo Stato di un patrimonio considerevole. Le motrici hanno ringiovanito l’armamentario obsoleto dei pompieri. I rimorchi consentono il trasporto dei mezzi.
Quel giorno l’avvocato siciliano Rosario Di Legami – incaricato dal gip di Bologna per l’amministrazione giudiziaria di aziende, complessi edilizi e beni sequestrati nella maxi inchiesta Aemilia – non aveva voluto entrare nel merito delle confische a Giuseppe Giglio, ma aveva lasciato intendere che non c’erano i termini per salvare aziende di trasporti illecitamente monopolistiche, e che ora sul mercato potranno tornare ditte sane. «Con la consegna dei camion confiscati – spiega Di Legami, più volte applaudito dalle autorità presenti per aver gestito con grande professionalità tutta l’operazione – si realizza il disegno che le istituzioni insieme costruiscono. Così il lavoro dei carabinieri e della magistratura può essere misurato dai cittadini». —
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