Gazzetta di Reggio

Reggio

INSEGNANTI IN RIVOLTA 

I docenti precari reggiani chiedono la stabilizzazione

Luca Giuseppe Murrone ;
I docenti precari reggiani chiedono la stabilizzazione

Ieri pomeriggio un sit-in di protesta promosso da Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola «Lo Stato ridia dignità alla nostra categoria: non c’è scuola senza terza fascia»

3 MINUTI DI LETTURA







Una protesta pacifica si è tenuta ieri pomeriggio davanti all’Ufficio Scolastico provinciale, in via Mazzini a Reggio Emilia. Un sit-in dal titolo “#iolavoroascuola” promosso dai sindacati Flc Cgil Scuola, Cisl Scuola e Uil Scuola, per rendere stabile il lavoro nelle scuole, anche nella nostra provincia. In via Mazzini, dalle 16 alle 18, così come anche in altre parti d’Italia, si è riunita una rappresentanza dei circa 2.500 tra insegnanti e lavoratori scolastici reggiani che sono in situazione di precariato. Tanti gli appelli lanciati, anche con i megafoni, nel corso della manifestazione.

«La continuità didattica è un diritto per ogni studente. Lo Stato deve ridare dignità alla nostra categoria. Non c’è scuola senza terza fascia», dicono in coro gli insegnanti in protesta.

Tra le tante richieste, i precari della scuola reggiana chiedono, da un po’ di tempo a questa parte: un consistente piano di assunzione dei docenti e degli Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) per coprire, così, gli oltre 150 mila posti liberi che ci saranno dal primo settembre 2019, oltre a una fase transitoria in cui stabilizzare il lavoro dei docenti già abilitati o con 3 anni di servizio (la famosa 180x3 che – dicono gli insegnanti in protesta – «non è una moltiplicazione». Ad accompagnare questo sit-in reggiano c’erano tutti i vertici dei sindacati scolastici reggiani. Silvano Saccani, segretario generale della Flc Cgil di Reggio Emilia, nel corso della manifestazione, ha detto: «Il precariato, anche nella nostra provincia, è un problema serio. È opportuno che venga risolto in tempi rapidi altrimenti le nostre scuole, agli inizi del nuovo anno scolastico, rischiano di non aprire».

I numeri del precariato reggiano, in tutte le categorie scolastiche, sono abbastanza preoccupanti e su questo aspetto i vertici sindacali, il 20 febbraio scorso, hanno avanzato le stesse richieste durante un incontro tenuto in prefettura con il vice prefetto che ha trasmesso la segnalazione al Miur.

«Dobbiamo sensibilizzare il Miur sulle problematiche della scuola. Abbiamo necessità di aprire le terze fasce perché la scuola sta soffrendo sempre di più e va stabilizzata al più presto» dice Monica Leonardi della Cisl Scuola Reggio. Dello stesso avviso è anche Pasquale Raimondo, segretario Uil Scuola Reggio Emilia che ha dichiarato: «Chiediamo al ministero che ci sia lo sblocco della stabilità interna, perché è una cosa legittima».

Hanno ribadito la loro voglia di stabilità anche alcuni rappresentanti della categoria dei dsga (direttore dei servizi generali amministrativi) facenti funzioni, per voce di Domenico Pontoriero che dice:«I nostri diritti devono essere riconosciuti. La gente viene sfruttata e c’è mancanza di personale».

Sul tema del precariato è intervenuta anche la consigliera regionale di Leu Silvia Prodi: «A Reggio il 30% del personale docente, è precario. Questa è una situazione che danneggia prima di tutto i ragazzi e che va sanata con la stabilizzazione di questa fascia di insegnanti». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google