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Le Proposte dei 5 Stelle 

Più alloggi per i ragazzi e meno cemento: il futuro di Unimore

Più alloggi per i ragazzi e meno cemento: il futuro di Unimore

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REGGIO EMILIA. Garantire l’alloggio a un numero sempre maggiore di studenti evitando nuove speculazioni e nuovo cemento, recuperando strutture come il carcere di San Tomaso e l’ex Opg; favorire il ruolo vitale dell’Università non solo come istituzione in quanto tale ma anche come punto di riferimento per le realtà produttive, le scuole e le associazioni; pensare l’ateneo come spazio allargato di formazione continua, investimento e ricerca ma anche come motore di una città che cambia. Sono alcune delle idee e proposte emerse nel corso del convegno “Università più forte, Reggio più forte”, organizzato dal Movimento 5 Stelle di Reggio Emilia, promosso dalla senatrice pentastellata Maria Laura Mantovani e condotto dalla consigliera comunale Alessandra Guatteri.

Martedì sera nella sala del Capitano del Popolo dell’hotel Posta è stato tracciato il percorso che ha trasformato le camerate della ex Caserma Zucchi in un polo d’eccellenza. Un percorso lungo e tortuoso, come ha ricordato Carlo Baldi, il cui contributo è stato determinante nella costituzione dell’ateneo reggiano. Quello che sembrava un sogno è diventata una scommessa vincente come dimostrano i numeri, tracciati dal pro rettore Riccardo Ferretti, che parlano di una crescita costante sul fronte sia delle immatricolazioni che dell’offerta didattica ma anche della qualità certificata dalle classifiche degli atenei italiani. Numeri che parlano di una crescita che comporta numerose sfide per il futuro, dagli alloggi alla realizzazione di una Università sempre più aperta e inclusiva, come ha sottolineato il professor Tommaso Minerva.

«Per immaginare la città di domani che non diventi vecchia in fase di realizzazione, una città realmente moderna, dobbiamo tornare ad occuparci dell’esistente – ha detto il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, Rossella Ognibene – e quando dico esistente, mi riferisco all’eredità storico-culturale che abbiamo ricevuto e al concetto di spazio che racchiude in sé memoria, presente e futuro».

«Noi reggiani – ha concluso Ognibene – abbiamo storicamente una sorta di complesso di inferiorità nei confronti dei nostri vicini: credo che sia giunto il tempo di superarlo, non per una ragione di campanilismo ma perché i tempi sono maturi per una nuova consapevolezza». —

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