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tolto da youtube IL BRANO SU AEMILIA 

Gianni live rimuove la sua canzone La politica: «Fermiamo i concerti»

Luca Giuseppe Murrone

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REGGIO EMILIA. Una canzone che ha fatto discutere, quella che Gianni Live, cantante neomelodico, il 7 marzo scorso, ha pubblicato sul canale di Youtube. Il titolo è “Pe e Guagliune e l’Aemilia” con tanto di video ufficiale che riporta i momenti salienti del maxi processo Aemilia e nel ritornello frasi come «Per colpa di un pentito noi stiamo a pagà».

La canzone, però, dopo solo cinque giorni, ieri mattina, è stata rimossa dal portale di Youtube. Proprio ieri, infatti, dopo la pubblicazione della notizia, sono arrivate le dichiarazioni dell’autore del testo che, venuto in redazione della Gazzetta, dice:«Io non c’entro nulla con la ’ndrangheta. Non conosco nessuno dei condannati. La canzone è una mia immedesimazione nel mondo del carcere».

Dopo tutta la discussione scaturita dopo la pubblicazione del suo brano, il cantante neomelodico dovrebbe essere in concerto, il prossimo 11 maggio, a Bagnolo in Piano, insieme ad altri artisti, al circolo polivalente.

Sono numerose, però, le prese di posizione, sopratutto dalle diverse forze politiche, dopo l’uscita pubblica della canzone (poi rimossa) dal titolo “Pe e Guagliune e l’Aemilia”.

Tra le tante, c’è la voce di Paola Casali, sindaca di Bagnolo in Piano che, ribadendo che si tratta di un evento privato e non ha nessun patrocinio del Comune, dice: «Noi siamo orgogliosi di aver dato la cittadinanza onoraria a Nicola Gratteri ed esserci costituiti, insieme ad altri Comuni della provincia, parte civile al processo Aemilia». Sul concerto in programma a Bagnolo, la sindaca Casali continua: «Non conosco il cantante, perché preferisco ascoltare le parole o leggere i libri di Nicola Gratteri». Ad intervenire sul tema è anche Mara Bertoldi, attuale vice sindaco di Bagnolo, che correrà a capo della lista “Bagnolo Bene Comune” alle prossime elezioni e che commenta: «L’impegno per la legalità deve essere un dovere prioritario, non solo per i magistrati e le forze dell’ordine, ma anche per tutte le amministrazioni pubbliche. Spero che la sua presenza a Bagnolo sia smentita, perché sarebbe un ospite non gradito».

Sulla vicenda, ha detto la sua anche la parlamentare del M5s, Maria Edera Spadoni, che scrive: «Inneggiare a condannati in primo grado per ’ndrangheta non è arte. È alimentare l’anti-cultura nella quale prosperano le mafie, cancro dell’Emilia Romagna e dell’Italia intera. Le autorità neghino il concerto a Bagnolo e altrove a chi diffonde la cultura dell’illegalità». Il segretario del Pd di Reggio Emilia, Andrea Costa, dal canto suo chiosa: «Fossi negli organizzatori dello spettacolo di Bagnolo farei una selezione attenta di chi sarà chiamato ad esibirsi. Non sono solo canzonette, per dirla alla Bennato, c’è qualcosa di più che non deve lasciarci indifferenti. Su queste cose non si scherza».

Dello stesso avviso il deputato del Pd Andrea Rossi che commenta la vicenda così: «Stiamo parlando di canzoni in cui si afferma che un legittimo processo, che ha riguardato la nostra regione, sta rovinando delle vite, e che indagare qualcuno equivale in qualche modo a infangarlo. In un mondo reale – e non in uno in cui si gioca a guardie e ladri – non ci può essere ambiguità e non si può strizzare l’occhio alla malavita». Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro che commenta: « Se proprio volete ascoltare canzoni sulla situazioni nelle carceri, ascoltatevi Don Raffaé di Fabrizio De André». —

Luca Giuseppe Murrone

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