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il processo/1 

«Sapevo che si prostituivano nell’abitazione di via Salandri»

Tiziano Soresina
«Sapevo che si prostituivano nell’abitazione di via Salandri»

La rivelazione in aula da un 45enne che per questa vicenda ha già patteggiato Un argentino e un italiano sono accusati di aver sfruttato alcune straniere 

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Per l’accusa l’ argentino 48enne Alejandro Victor Lopez avrebbe intascato fino a 12mila euro al mese dalle ragazze che si prostituivano in quattro appartamenti a lui riconducibili: tre in città e uno a Desenzano sul Garda (Brescia), dove lui abitava. É il succo del processo in cui il sudamericano è alla sbarra con un italiano (per quest’ultimo però la posizione è ancora piuttosto dubbia). Comunque sia, devono rispondere di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Entrambi gli imputati sono difesi dall’avvocato Sabrina Tagliati. Le due case nella zona della stazione, in via Turri, erano state chiuse da Lopez per i continui controlli della polizia, mentre per quello nella zona dell'ex stadio Mirabello – in via Salandri – si scava nel procedimento. Ieri davanti alla Corte (presieduta da Simone Medioli Devoto) e al pm Giulia Stignani ha testimoniato un poliziotto che ha ripercorso le indagini, per i fatti che gli inquirenti collocano fra l'aprile e l'ottobre 2014 «con un primo intervento in casa dopo un esposto e un altro quando erano già state avviate intercettazioni a carico di Lopez». L'agente ricorda che lui e i colleghi si erano finti clienti, per poi chiamare rinforzi al momento del blitz, a seguito del quale le ragazze furono portate in questura e ascoltate. Aggiunge che qualche giorno prima era stato fatto un servizio di controllo in stazione «dov'era arrivata una ragazza bionda, credo dell'Est, che prese un taxi e che poi rivedemmo dentro l'appartamento». Ha anche confermato che venivano fatti annunci a luci rosse online per pubblicizzare l'attività delle ragazze: quattro o cinque, straniere, quelle che si ipotizza. Poi depone il padrone di casa citato dal pm Stignani. Racconta di aver fatto un contratto di affitto intestato a una dominicana, da cui prendeva i soldi personalmente una volta al mese. «Dopo un po’, però, lei non si è più presentata per motivi personali. Mi portava i soldi, invece, un'altra ragazza, sudamericana. Il contratto è durato fino a quando non è venuta la questura». Infine è stato sentito il 45enne che – per questa vicenda – ha già patteggiato. Dice di aver conosciuto le ragazze («Al di là dell'attività che facevano, in alcuni locali») e di aver ricevuto da loro una confidenza: «Le ragazze mi hanno raccontato che pagavano l'affitto tramite Lopez. Io stesso, per fare un piacere, due-tre volte avevo raccolto i soldi dall'affitto e li ho mandati a Lopez, fatto per il quale sono stato coinvolto in un procedimento. Non ho mai visto l’altro imputato nella casa e neppure prendere soldi. Lopez veniva ogni tanto nel fine settimana. Insomma, sapevo che nell’appartamento di via Salandri si prostituivano, ma non dell’organizzazione». Nella prossima udienza verranno sentite le ragazze individuate nell’abitazione hard. —



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