Se n’è andato Montanari ex Anpi e presidente dell’ospedale Franchini
Montecchio. Profondo cordoglio ha provocato la scomparsa, ieri, di Giacomo Montanari, uno dei protagonisti della vita pubblica locale dall’immediato dopoguerra sino ai tempi più recenti, fino a quando le condizioni di salute glielo hanno consentito.
Anche l’amministrazione comunale si è stretta ai familiari nel ricordo di Montanari, perito agrario, per molti anni funzionario e responsabile della cooperazione agricola della Lega Coop di Parma, nel dopoguerra dirigente del Partito comunista. «Ricordava spesso con orgoglio – scrive l’amministrazione comunale in una nota – di essere stato, a livello locale, uno dei primissimi iscritti diplomati. Il suo impegno nella vita pubblica si è espresso in diversi ambiti, ma il tratto caratterizzante è sicuramente stata la sua attività nel campo dei servizi sociosanitari, in particolare quale membro del consiglio di amministrazione dell’ospedale Franchini tra gli anni '50 e '60, all'interno del quale ha ricoperto anche le cariche di presidente e vicepresidente».
Proprio negli anni di presenza di Montanari nel cda, venne gestito il trasferimento dell’ospedale nell’attuale sede, con una grande cerimonia che vide anche la partecipazione – era il 29 giugno 1955 – di Carla Gronchi, moglie dell’allora presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, che portò in dono un’autoambulanza.
«Proprio alla secolare storia dell’ospedale Franchini – prosegue la nota del Comune – Giacomo Montanari, assieme al professor Francesco Spaggiari, aveva dedicato un volume di ricerca storica molto accurato e ricco di particolari che è conservato nelle librerie di molte famiglie montecchiesi. Una volta in pensione, è stato nominato presidente del comitato anziani comunale che, tra le varie cose, promosse la nascita del circolo sociale per la terza età “Marabù”, tutt’oggi una frequentatissima e vivace realtà associativa montecchiese».
Montanari fu anche attivo anche nel campo delle istituzioni scolastiche, così come anche in altri settori della vita pubblica locale e, negli ultimi tempi, ha ricoperto anche la carica di segretario nella sezione di Montecchio Emilia dell’Associazione nazionale partigiani italiani.
Interpretando il comune sentire della cittadinanza, il sindaco Paolo Colli ha dichiarato: «Ricordiamo in Giacomo, con affetto, l’uomo tenace e combattivo di tante battaglie politiche e il protagonista appassionato della vita sociale di Montecchio negli anni del dopoguerra. Con Giacomo se ne va un testimone attento delle vicende pubbliche della collettività locale di cui conservava orgogliosamente traccia nel suo ricco archivio personale, cui hanno attinto nel tempo diversi ricercatori di storia montecchiese». —
Da.Al.
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