Solo le grange avevano i numeri per fare il grana
Nel XII-XIII secolo erano pochi i luoghi che permettevano una concentrazione di bovini sufficiente a produrre anche una sola forma di formaggio grana, il Parmesàn (antesignano del Parmigiano Reggiano) citato da un altro storico locale campeginese, Giovanni Cagnolati, autore della pagina sull’origine del Re dei formaggi citata da Italo Garavaldi .
Sappiamo, dice Garavaldi, che per produrre una forma del nostro grana occorrono circa 600 litri di latte di giornata, e che una vacca rossa del XII secolo certo non produceva più di 10-15 litri al giorno (e non per tutto l’anno). Dunque, pur ammettendo che in origine le forme fossero più piccole, sarebbero stati comunque indispensabili almeno 70- 80 capi di bestiame in un’area vicinissima al caseificio.
Una famiglia contadina di allora non possedeva più di una o due vacche da latte, e nelle campagne i nuclei famigliari erano pochi e sparsi su grandi territori. Dunque, si può concludere che solo una grande corte agricola benedettina (grangia) potesse produrre quel tipo di formaggio. Cosa che fa dire anche a Cagnolati come la grangia di Gualtirolo sia stata tra le prime a produrre il Parmesàn.
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