Antibiotico-resistenza Reggio Emilia fa scuola
Il metodo reggiano elevato a modello sanitario nazionale Tutto è nato da un progetto pilota a Scandiano, nel 2014
. L’Ausl reggiana ha meritato un importante riconoscimento da parte dell’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.
La sua esperienza è stata segnalata come il migliore esempio a livello italiano di uso razionale degli antibiotici, che dovrebbero essere somministrati soltanto quando sono indispensabili.
Il modello reggiano è stato proposto ai telespettatori della trasmissione di RaiTre “Presa diretta”, dedicata sabato scorso all’abuso di medicinali e alla conseguente resistenza dei microbi al loro impiego. Dopo avere riportato una serie di situazioni negative e molto problematiche, il programma ha menzionato l’esperienza di Reggio Emilia come caso ammirevole ed efficace di un corretto utilizzo degli antibiotici al fine di ridurre l’antibiotico-resistenza. In effetti non è sempre facile, per un medico di base, respingere la richiesta di un antibiotico che molti pazienti si aspettano di dover utilizzare ai primi sintomi di un’influenza o un forte raffreddore.
Si stima che in Italia quasi il 50% degli antibiotici sia prescritto nei casi in cui questo tipo di farmaco non è necessario. Perciò tanti batteri, come lo pseudomonias aeruginosa e l’escherichia coli, comunissimi e diffusi anche in ambiente ospedaliero, sopravvivono sempre più spesso all’azione degli antibiotici. E ogni anno l’8% delle persone ricoverate contrae un’infezione ospedaliera, che può essere letale nel caso in cui l’antibiotico non funzioni.
Le infezioni, che provocano più di 10mila morti ogni anno, in pratica fanno più vittime degli incidenti stradali. Il problema dell’insensibilità dei batteri ai farmaci antimicrobici è da alcuni anni drammatico in tutto il mondo, ma in Italia in modo particolare. La nostra provincia fa eccezione, rispetto alle cattive pratiche italiane. Il progetto messo in atto dall’Ausl ha permesso di ridurre le prescrizioni degli antibiotici a livelli di poco superiori ai migliori dati europei. I risultati così ottenuti sono stati pubblicati e illustrati in diversi convegni in Italia e all’estero, in particolare a Vienna e Stoccolma, e hanno raccolto significativi apprezzamenti.
È un’eccellenza che nasce da un’esperienza pilota avviata nel 2014 nel distretto di Scandiano. Il progetto è poi stato esteso all’intera provincia con un lavoro multidisciplinare progettato e coordinato da Pietro Ragni, responsabile aziendale dell’Area rischio clinico. Vi sono coinvolti i medici della struttura ospedaliera di Malattie infettive diretta da Giacomo Magnani, i laboratori di Microbiologia di Reggio e di Analisi di Guastalla, il Dipartimento farmaceutico e i medici di medicina generale di tutta la provincia, che sono i principali responsabili del miglioramento ottenuto.
L’Ausl è impegnata nel contrasto all’antibiotico-resistenza con molti altri lavori che hanno già prodotto ottimi risultati, tra i quali i protocolli terapeutici informatizzati, l’adozione di tecniche diagnostiche innovative in microbiologia, l’appropriatezza prescrittiva di farmaci nella pediatria, la diffusione ai medici della sintesi dei dati microbiologici e di prescrizione antibiotica, oltre alla riduzione degli antibiotici in campo veterinario. —
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