Gazzetta di Reggio

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gli studiosi 

«Facebook e crowdfunding per proseguire le ricerche»

L.T.

I fondatori dell’Antica Fabriceria spiegano quali sono i prossimi progetti dell’associazione «Vogliamo creare opportunità per il nostro territorio»

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Toano. “L’Antica Fabriceria Onlus” nasce su iniziativa di Andrea Costi, laureato in Storia, e Corrado Caselli che si occupa di restauri da molti anni, per sostenere i lavori di scavo per il sito di Castel Pizigolo. Sulla scia di queste prime attività sono poi seguite le indagini archeologiche presso la Pieve matildica di Toano.

Spiegano i due studiosi: «Oltre alle tematiche squisitamente storico-culturali, “L’Antica Fabriceria” cerca di promuovere un’idea di cultura a tutto tondo, vedendola come la realizzazione di un processo di acquisizione e trasmissione consapevole della conoscenza». «Siamo convinti – proseguono – che in questo periodo di crisi delle istituzioni, dei valori e dei processi economici, questa sia una missione importantissima soprattutto per i territori più periferici».

«In cantiere abbiamo nuove iniziative – raccontano i due studiosi – la collaborazione con altre forme associative come l’Accademia dell’Archipendolo di Frassinoro e la creazione di una rete che possa garantire corsi di formazione o attività di sostegno e promozione culturale e sociale. Le attività che abbiamo fatto, sono state realizzate col lavoro dei membri dell’associazione che si sono occupati, soprattutto nei primi due anni di scavi, del vitto dei ricercatori e poi hanno avviato raccolte fondi, sostenute sia da privati sia da aziende, che hanno spesso messo a disposizione anche persone e mezzi, tra tutte la De Angeli costruzioni di Cervarezza e Giovanni Gazzotti restauratore di Toano».

Non solo però, perché la gara di solidarietà per aiutare le ricerche dell’associazione è continuata. «Abbiamo avuto il sostegno del Comune di Toano e il lavoro prezioso dei volontari delle Pro loco di Toano e Monzone» spiegano.

LE IDEE

«A breve – aggiungono Costi e Casellli – apriremo una pagina Facebook e un canale di crowdfunding dove, chi vorrà, potrà venire a conoscenza delle nostre attività, suggerirne di nuove o semplicemente sostenere le nostre iniziative, anche dal punto di vista economico».

«La sinergia che siamo riusciti ad attivare – concludono Costi e Caselli – è stata in grado di trasmettere un sapere importante, quello sul nostro passato e le radici storiche del territorio, con l’obiettivo di portare competenze e opportunità di futuro, di studio, di turismo e di interessi, che possano valorizzare e far vivere queste zone. La nostra intenzione è di continuare gli scavi a Castel Pizigolo, alla Pieve ma anche ampliarli ad altri punti del territorio, nelle quali le fonti scritte sostengono fossero presenti altre strutture di sicuro interesse». —

L.T.

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