Ita replica al sindacato «Rifiuta la conciliazione»
In una nota l’azienda ceramica spiega la situazione dello stabilimento a Salvaterra «Nessuna linea trasferita»
CASALGRANDE. Le organizzazioni sindacali «sono state tempestivamente informate delle problematiche insorte presso lo stabilimento di Salvaterra, legate all’andamento negativo degli indici di efficienza e produttività, da ricondurre in parte alla necessità di interventi straordinari sugli impianti e in parte a negligenze riscontrate nel proprio personale; tale situazione aveva reso addirittura difficile adempiere agli ordinativi, in tendenza positiva».
La Ita Ceramiche, attraverso il suo legale l’avvocato Alessandro Bertuccini, replica così alle dichiarazioni del rappresentante della Filctem-Cgil Daniele Belli, circa la situazione nello stabilimento di Salvaterra della azienda ceramica con sede centrale a Fiorano Modenese.
«Il dato è comprovabile documentalmente – sottolinea – essendo oggetto di comunicazioni ed incontri del tutto formali. A fronte di tale situazione, e anche in considerazione dell’atteggiamento di chiusura al dialogo manifestato dal medesimo Belli (che addirittura oggi protesta per non essere stata attivata una cassa integrazione per manutenzioni, per cui pure aveva rifiuto l’accordo!), la società decideva di non attivare ammortizzatori sociali, né operare più drastiche misure, mantenendo invece intatti, nonostante la riorganizzazione in corso, sia i livelli occupazionali che le relative retribuzioni, confidando nell’utile reimpiego - in attesa del ripristino dell’impianto - di tutto il personale di Salvaterra presso lo stabilimento di Fiorano, ove a oggi prosegue regolarmente la propria attività in regime di trasferta».
«Quindi – va avanti – contrariamente a quanto incomprensibilmente sostenuto dal Belli, che per inciso non risponde nemmeno alle telefonate e si è reso in ogni occasione impermeabile a ogni costruttivo confronto sul futuro aziendale, l’azienda non solo ha operato nella massima trasparenza ma, pur essendo impegnata in una non facile riorganizzazione, ha ad oggi azzerato ogni ricaduta sul proprio personale».
«Nessuna linea produttiva, inoltre, è stata mai trasferita presso lo stabilimento di Fiorano, ed è oltresì falso che siano stati sospesi sei lavoratori – spiega la nota del legale arrivata in redazione – l’azienda si è vista costretta a sospendere cautelarmente e legittimamente - in pendenza de procedimento disciplinare - tre lavoratori addetti all’impianto di Salvaterra, resisi responsabili di gravissime negligenze, foriere di rilevanti pregiudizi economici e di immagine per l’azienda così come precisato nella relative contestazioni ed in sede di giustificazioni orali, il 19 febbraio 2019». «Anche rispetto a tali posizioni, peraltro, l’azienda si è mostrata decisamente ben disposta, avendo manifestato – conclude – la disponibilità da una conciliazione, nettamente rifiutata dal sindacato». —
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