Mezzetti contro l’ex sindaco «Coffrini quereli anche me»
Duro video dell’assessore regionale sull’azione legale contro l’opera teatrale «Azione intimidatoria, sfrontata e arrogante». E cita la relazione prefettizia
BRESCELLO. Parla di «episodio e protagonisti sgradevoli» ed è un crescendo, fino a «vergognoso atto intimidatorio», compiuto con «sfrontatezza» e «arroganza», «nonostante l’evidenza dei fatti, che dovrebbe indurre a vergognarsi e a ritirarsi dalla scena pubblica».
È durissima la presa di posizione di Massimo Mezzetti contro la famiglia Coffrini. Dal proprio profilo Facebook, l’assessore regionale alla Cultura e alle Politiche per la legalità ha postato, ieri, un video e l’hastag #querelaancheme, in riferimento alle querele presentate da Ermes Coffrini contro gli autori, il regista Marco Martinelli e la moglie, l’attrice Ermanna Montanari, per l’opera teatrale “Saluti da Brescello”.
In video Mezzetti esprime «vicinanza e solidarietà mia e dell’istituzione che rappresento nei confronti del regista, degli attori e della compagnia» (nel mirino anche Teatro dell’Orsa di Reggio Emilia).
«Non arretreremo di un millimetro – prosegue in video Mezzetti – nell’azione di denuncia. Continueremo ad andare avanti nel contrasto a ogni forma di acquiescenza o tentativo di nascondere e rimuovere il problema drammatico delle infiltrazioni criminali e mafiose nel nostro territorio, documentate nell'inchiesta Aemilia, nel processo e nelle sentenze».
L’opera teatrale che ha originato l’azione legale di Coffrini, che, come noto, è avvocato, è ispirata alla storia dell’ex vigile urbano e giornalista Donato Ungaro, licenziato senza giusta causa nel 2002 dal Comune che poi, nel 2016, sarà il primo ente locale emiliano romagnolo sciolto per infiltrazioni mafiose.
In 6 minuti e 12 di video le dichiarazioni di Mezzetti sono un crescendo di fermezza. «Cito testualmente così evitiamo anche noi di incorrere in incidenti...», premette l’assessore prima di leggere alcuni brani della relazione prefettizia su Brescello. «Se servirà – aggiunge –, anch’io pubblicherò il testo e se l’ex sindaco di Brescello Ermes Coffrini vorrà querelarmi lo faccia, e quereli anche tutti gli altri che, come me, vorranno fare opera di denuncia. Noi non ci fermeremo di fronte a questo tentativo di intimidazione».
Il Comune di Brescello, ricorda Mezzetti «è stato sciolto con atto prefettizio, c’è stata una commissione ministeriale che ha svolto indagini; l’atto è stato sottoscritto dal Presidente della Repubblica. C’è stata anche una sentenza del Tar, che si è espressa sulla base del ricorso di Coffrini, respingendolo e confermando ciò che era emerso dall’ispezione ministeriale. E nonostante questo Coffrini ha la sfrontatezza di querelare attori e regista e di andare oltre, promettendo azioni legali contro i teatri che rappresenteranno l’opera. Ma la verità non si querela: la verità è che la famiglia Coffrini porta una pesantissima responsabilità politica e morale; una verità che non potrà essere fermata da nessuna querela». —
M.F.
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