Gazzetta di Reggio

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Inaugurazione dell’Anno giudiziario al tar 

«Anche se le pendenze calano i processi durano troppo»

Giuseppe Di Nunzio, presidente di Bologna, si pone degli obiettivi: «Vanno smaltiti gli arretrati per non subire cause di risarcimento»

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REGGIO EMILIA. Le pendenze continuano a calare, in linea con il trend degli ultimi anni, ma i processi continuano a durare troppo, e anche sul processo amministrativo telematico si registra una battuta d'arresto.

Questo, in estrema sintesi, è quanto emerge dagli interventi tenuti in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario del Tar dell’Emilia-Romagna, che ha visto anche l'inaugurazione della nuova sede in via D’Azeglio a Bologna.

A fare il punto della situazione è, ovviamente, il presidente del tribunale amministrativo Giuseppe Di Nunzio, che pur riconoscendo che «non tutto va alla perfezione» vede più di un elemento positivo nel bilancio delle attività del Tar del 2018. In primis, il presidente Di Nunzio evidenzia che «i ricorsi pendenti, che erano 3.216 alla fine del 2017, nel giro di un anno sono scesi a 2.766, con un calo del 14%».

Ora, spiega, l'obiettivo è «eliminare l’arretrato ultratriennale, che può dar luogo a cause di risarcimento per ritardata giustizia. Con i mezzi che abbiamo a disposizione non si può fare di più».

Mezzi che nell'ultimo anno si sono rinforzati grazie all'arrivo di un nuovo magistrato: ora «siamo sette giudici sugli 11 previsti» fa sapere Di Nunzio, rilevando che comunque «resta una scopertura del 36,5%, più alta rispetto a quasi tutte le altre sedi della giustizia amministrativa».

Un segno di discontinuità rispetto al passato è dato, invece, dal fatto che i ricorsi depositati nel 2018 sono quasi pari a quelli del 2017 (1.000 contro 989), mentre negli anni precedenti tendevano a calare da un anno all'altro.

Diminuiscono, invece, le decisioni sui ricorsi, che nel 2017 erano state 1.536, mentre lo scorso anno sono state 1.392.

Quanto alle materie dei ricorsi depositati nel 2018, Giuseppe Di Nunzio rileva che «sono lievemente aumentati quelli in materia di edilizia e urbanistica (da 156 a 172), il che forse è un segnale di ripresa economica, e quelli relativi ad appalti e forniture (da 93 a 105)».

Ma soprattutto, evidenzia, sono saliti da 51 a 114 «quelli su autorizzazioni e concessioni». Uno dei motivi, spiega, è «la legge regionale contro la ludopatia, che ha portato a varie cause, ad esempio».

Di contro, i ricorsi riguardanti la regione sono scesi da 97 a 32.

Si è invece «molto ridotto – aggiunge ancora il presidente Di Nunzio – il contenzioso riguardante gli extracomunitari», anche se nel 2018 i ricorsi in materia sono stati 106, esattamente come nel 2017.

Per quanto riguarda il 2019, infine,il presidente del tribunale amministrativo Di Nunzio preferisce non sbilanciarsi più di tanto, limitandosi a dire che «se non aumenteranno i ricorsi, probabilmente raggiungeremo l’obiettivo dell'abbattimento dell'arretrato ultratriennale», senza contare che «stiamo erodendo di molto il contenzioso fittizio. Potrei dire, con una punta di ottimismo – conclude – che in ogni caso le nostre pronunce incideranno sempre di più sugli interessi reali». —

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