Gazzetta di Reggio

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la ndrangheta in veneto 

Camaleonte, interrogati Sergio e Francesco Bolognino

Rubina Bon ;

I due indagati hanno fatto  mettere a verbale  che si riserveranno  di parlare con il magistrato  titolare dell’inchiesta

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venezia. Il boss Sergio Bolognino non ha scelto la linea totale del silenzio. Ieri, davanti al gip di Nuoro che lo ha interrogato per rogatoria da Venezia, ha deciso di non rispondere alle domande ma ha rilasciato alcune brevissime dichiarazioni spontanee, respingendo gli addebiti che gli muove la Procura nell’ambito dell’inchiesta Camaleonte, ovvero di essere uno degli organizzatori – assieme al fratello Michele – del sodalizio criminoso legato alla ’ndrangheta in Veneto. E così ha fatto anche Francesco Bolognino, considerato dagli inquirenti più un uomo d’azione, recluso nel penitenziario di Crotone. Entrambi sono difesi dall’avvocato bolognese Roberto Filocamo. I due hanno fatto mettere a verbale che si riserveranno di parlare prossimamente con il magistrato titolare dell’inchiesta, Paola Tonini.

SCENA MUTA

In silenzio l’imprenditore padovano Adriano Biasion, difeso dall’avvocato Fabio Crea, che ha seguito la linea tracciata dagli altri titolari di azienda veneti finiti nell’inchiesta.

Ovvero non parlare al gip e puntare all’interrogatorio con il pm, non potendo negare le false fatture ma promettendo battaglia sulla contestazione dell’aggravante mafiosa.

DAVANTI AL GIP

A Venezia, ieri, primi interrogatori davanti al gip che ha firmato l’ordinanza, Gilberto Stigliano Messuti, a carico degli indagati con le posizioni più marginali.

Luca De Zanetti, accusato di estorsione e destinatario dell’obbligo di presentazione quotidiano alla polizia giudiziaria, ha sostenuto di essere stato lui stesso vittima di minacce da parte dei Bolognino. Il suo nome compare nell’ordinanza di custodia cautelare in relazione all’episodio di estorsione ai danni dell’amministratore di un’azienda che sarebbe stato costretto, sotto il peso delle minacce, a rassegnare le proprie dimissioni proprio in favore di De Zanetti.

IN SILENZIO

Sono rimasti in silenzio davanti al giudice, invece, Emanuel Levorato di Vigonza ed Idriz Ahmetaj di Carmignano di Brenta (in provincia di Padova), entrambi destinatari dell’obbligo di presentazione, ed Eugen e Adrian Arcana, padre e figlio residenti a Sarmeola di Rubano (sempre in provincia di Padova), per i quali invece lo stesso gip ha disposto la misura interdittiva del divieto di esercitare l’attività d’impresa per dodici mesi.

IL CALENDARIO

Lunedì il giro degli interrogatori proseguirà con coloro che sono agli arresti domiciliari, oltre che con gli indagati destinatari delle misure più lievi.

LE DIFESE

Intanto i difensori stanno predisponendo i ricorsi al Riesame per ottenere l’alleggerimento della misura cautelare o quantomeno l’annullamento di alcuni capi d’imputazione. Gli avvocati Antonio Franchini e Loris Tosi, per conto dell’imprenditore mestrino Federico Semenzato (che sarà sentito oggi), hanno già depositato l’istanza. I colleghi li seguiranno a breve. —

Rubina Bon

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