Gli slogan degli studenti «Riscaldate i caplet non il nostro pianeta»
Centinaia di cartelli hanno decorato il lungo corteo che sfilava in centro storico Fra ironie e appelli ad agire, tutti chiedevano una sola cosa: «Salvare il futuro»
Classi vuote e piazze piene. Ieri mattina tutto il centro storico di Reggio Emilia si è trasformato in un’unica, enorme, aula a cielo aperto che ha accolto migliaia di studenti da tutte le scuole del capoluogo e della provincia. Un ritrovo spontaneo, organizzato soprattutto grazie ai social e alle chat, per aderire alla manifestazione internazionale “Fridays for future” lanciata dall’attivista svedese Greta Ernman (16 anni) per sensibilizzare l’attenzione mondiale sul problema del cambiamento climatico, sempre più impellente. E ieri i ragazzi reggiani hanno unito la loro voce a quella della giovane con un urlo che ha stupito gli stessi organizzatori.
Inizialmente il numero di aderenti al corteo che era stato comunicato alla questura era di circa trecento persone ma, già dalle 8 del mattino, si è capito che la quota era destinata a salire. Su WhatsApp e, soprattutto, su Instagram, gli studenti hanno adottato la più efficace e antica delle tecniche di comunicazione: il passaparola.
E così alle 10, quando da piazza della Vittoria i ragazzi hanno iniziato a muoversi, a sfilare c’erano quasi tremila persone. Per lo più adolescenti, quasi tutti minorenni, ma anche genitori, insegnanti, attivisti, universitari e volontari. Guidato da un gruppetto ristretto di giovani armati di megafono, il serpentone ha sfilato lungo corso Cairoli, svoltato su corso Garibaldi e ha concluso la sua marcia al parco Tocci.
Una sfilata colorata, musicale e animata dai sorrisi degli studenti e dai loro manifesti, centinaia di slogan fra l’ironico e lo speranzoso. «Ci preoccupa il futuro – spiegano le 19enni Letizia Prodi ed Erika Soncini – abbiamo letto dell’iniziativa su Instagram e stiamo con Greta. Siamo contente della partecipazione che c’è anche negli altri Paesi e speriamo che, così come facciamo noi, ora la gente possa leggere e informarsi, anche sui social».
Una protesta che è rivolta soprattutto ai governi occidentali e non solo che, come raccontano le 15enni Lucia e Rossella: «Speriamo decidano adesso di ascoltarci e di darci un futuro. Sappiamo che quando avremo dei figli potrebbero morire per l’aria inquinata o l’acqua sporca. Non c’è più tempo da perdere». Preoccupazioni condivise anche da Caterina Ligabue e Margherita Armani, 18 anni: «Greta è una tosta che ha avuto il coraggio di dire e combattere per quello in cui crede. Speriamo tutto questo sia di impatto e che faccia riflettere».
A volte però, sottolinea Michele Simeone, 18 anni, «i politici e la gente in generale sembra sia troppo ignorante per capire che bisogna affrontare la tematica dei cambiamenti climatici come la principale a livello mondiale, senza pensare ad altre sciocchezze. Penso a Trump, ad esempio, ma non solo». Accanto a lui anche l’amico Filippo Zanichelli, 19 anni, che conclude: «Sono venuto ance alle manifestazioni dei venerdì scorsi e ho seguito la vicenda sui giornali. Voglio a far capire che c’è molto da fare ancora, e va fatto adesso». —
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