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la storia 

Il primo atto risale al 2002 Al traguardo il crac Unieco

E’ durato quasi vent’anni l’iter per la realizzazione dell’importante opera viaria Quattro i presidenti di Provincia che si sono succeduti fino alla realizzazione

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castelnovo monti. La variante di Ponte Rosso – destinata a eliminare una curva a gomito in forte pendenza che in caso di ghiaccio o di nevicate rischiava di paralizzare il traffico sulla statale 63, unica via d’accesso da e per Castelnovo Monti – è un’opera particolarmente “sofferta”. Tanto che la sua realizzazione è passata attraverso ben tre presidenti della Provincia di Reggio Emilia: Sonia Masini, sotto la cui presidenza, nell’aprile 2013, vennero avviati i lavori del primo lotto; Giammaria Manghi, che nel giugno 2016 promosse il rifinanziamento e il successivo appalto del secondo lotto; Giorgio Zanni, che ieri l’ha inaugurata.

IL PRIMO ATTO

Ma risale al 19 luglio 2002 la stipula del primo accordo di programma, tra Provincia (e a firmare è un quarto presidente, Roberto Ruini), Comune di Castelnovo Monti e l’allora Comunità montana per la predisposizione di uno studio di fattibilità e della progettazione della variante di Ponte Rosso, posta in capo al Comune di Castelnovo Monti, che affida apposito incarico al Centro cooperativo di progettazione. Nel giugno del 2008 serve un atto integrativo all’accordo del 2002 – che assegna alla Provincia il ruolo di soggetto capofila per la progettazione e realizzazione dell’intervento – per dare una spinta decisiva alla variante: partendo dagli studi disponibili di diversi tracciati, la Provincia di Reggio elabora la proposta definitiva, con un percorso a valle dell'attuale statale 63, la cui progettazione esecutiva viene affidata a Binini Partners. Il lungo iter burocratico-amministrativo - fatto di valutazioni di impatto ambientale, Conferenze di servizi, varianti ai diversi strumenti urbanistici e relativa valutazione ambientale strategica, procedure di gara – può finalmente iniziare. In epoca più recente, sono invece i provvedimenti di contenimento della spesa pubblica (spending review) adottati dal governo Monti e, successivamente, la crisi della cooperativa Unieco, a rallentare il completamento della Variante. Dopo aver ultimato a inizio 2015 il primo lotto, da Croce al centro sportivo, per un importo di 5,4 milioni (3,1 di fondi europei attraverso la Regione Emilia Romagna, 1,8 della Provincia di Reggio Emilia, 500.000 euro dal Comune di Castelnovo Monti mediante l’alienazione dell’ex sede Agac), Palazzo Allende aveva infatti previsto con il bilancio 2014 le risorse necessarie anche per appaltare il secondo lotto, aggiudicato provvisoriamente alla coop Unieco. Purtroppo quelli – ed altri fondi – vengono meno a causa della spending review e solo nel giugno 2016 il presidente Manghi potrà annunciare il rifinanziamento del secondo lotto. Decisiva risulta l’operazione di dimissioni del patrimonio immobiliare, avviata anche a seguito della diminuzione delle competenze (e del relativo personale) imposta a fine 2014 dalla Riforma Delrio. Grazie alla vendita dei magazzini ex-Car in via Lombroso, Palazzo Allende riesce a destinare 1,3 milioni al completamento della Variante, in più rispetto al residuo del precedente stanziamento.

IL CRAC UNIECO

Un altro contributo fondamentale arriva dalla Regione, che si dice disponibile a cofinanziare l’opera per un milione, a fronte di una compartecipazione da parte di soggetti privati, attraverso un Accordo di programma a tre (Regione, Provincia e Comune). Ed entra in campo il Comune di Castelnovo Monti, reperendo gli ultimi 20.000 euro attraverso una specifica convenzione con un pool di 11 soggetti.

Le procedure si completano a fine 2016 e proprio il 30 dicembre di quell’anno la Provincia può aggiudicare l’opera a Unieco. Mentre si stanno svolgendo le numerose e complesse procedure burocratiche di verifica dei requisiti tecnico-amministrativi, contributivi e antimafia dell’azienda, anche Unieco viene travolta dalla crisi dell’edilizia. Il 7 aprile 2017 un decreto ministeriale sancisce la liquidazione coatta amministrativa della cooperativa, il 27 aprile la Provincia è quindi costretta ad annullare l’aggiudicazione, ma già il 19 maggio assegna i lavori alla Iembo Michele srl di Nocetolo di Parma, seconda classificata al bando di gara del 2014. I lavori possono finalmente iniziare. —

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