Negozi più piccoli e di vicinato per recuperare redditività
BOLOGNA. I grandi ipermercati in stile Baragalla - che dal canto suo offre soddisfazioni - sembrano essere sul viale del tramonto. Coop Alleanza prevede la dismissione di negozi in forte perdita, con un piano ancora in itinere.
La ricognizione è in corso anche in Emilia, dove però ci sono problemi minori rispetto al sud Italia o al nord-est, dove sono già state effettuate nel recente passato ingenti interventi e svalutazioni. Le grandi superfici sono in crisi e seppur rafforzano il marchio, disperdono spesso valore.
«Prevediamo anche nuove aperture nei format più richiesti oggi dai nostri soci: negozi più piccoli e vicini a casa. Il ripensamento del format ipermercato, e conseguentemente il suo peso sulle vendite totali, sarà inevitabile» ha detto ieri il dg Alemagna.
L’attuazione del piano quadriennale di rilancio di Coop Alleanza si prefigge di riportare infatti l’Ebitda (generazione di cassa) di gruppo in positivo già nel 2019 (+23 milioni, al netto di operazioni straordinarie), e genererà una crescita costante che punta a superare i 100 milioni nel 2023.
L’Ebitda della gestione caratteristica registrerà anno su anno importanti miglioramenti recuperando 170 milioni di euro nel 2022 rispetto al 2018, attraverso l’incremento della produttività, la riduzione dell’incidenza dei costi della sede, il miglioramento del margine commerciale e l’efficientamento della rete di vendita.
A seguito del raggiungimento di questi risultati e della riduzione dell’esposizione debitoria, il rapporto tra Ebitda e Posizione Finanziaria Netta migliorerà progressivamente.
I ricavi del gruppo (vendite a insegna Coop più ricavi di altre società) registreranno un tasso medio di crescita pari all’1,6% nell’arco del piano, raggiungendo i 5,3 miliardi di euro entro il 2022.
Il piano quadriennale «ha un approccio realistico e pragmatico», dicono i vertici della cooperativa, ed è articolato in due sezioni: piano retail e piano finanziario.
Il primo mira a migliorare l’efficienza commerciale e della rete di vendita mantenendo ben saldi i valori della cooperazione e i principi dello scambio mutualistico.
La proposta di convenienza si concentra sul prodotto a marchio Coop con semplificazione degli assortimenti per aumentare la produttività e l’efficienza dei negozi.
Gli investimenti si concentreranno sulla rete di vendita, che potrà cambiare perimetro, in ottica di razionalizzazione e rafforzamento della redditività.
Il piano finanziario prevede di mettere parte del patrimonio a servizio dei supermercati e di offrire ai soci prestatori garanzie crescenti con l’obiettivo di raggiungere, a fine piano, la parità tra patrimonio netto e prestito sociale.
Una parte delle risorse necessarie a sostenere il piano, stimate in 3-3,5 miliardi di euro, saranno reperite anche attraverso la cessione di alcuni asset considerati non più strategici per la cooperativa (per un valore complessivo di circa 1-1,5 miliardi). —
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