Racconti e poesie tornano a vivere e ci parlano di Fosca
Novellara, domenica 17 marzo alle 16, al circolo ricreativo in via Veneto, “Una vita da mediana” raccontata attraverso i suoi versi
Novellara. Lei scriveva, e leggeva, per continuare a vivere. E quando capì, pur non essendo assolutamente d’accordo, che la vita le stava dolorosamente scivolando dalle mani, ne prese consapevolmente le distanze. Chiuse nel cassetto, per non aprirlo mai più, i libri che per mesi avevano affollato quell’anonimo comodino assieme a foglietti rigorosamente sparsi, un’agenda telefonica, un’altra per gli appunti, il cellulare, gli occhiali, la radio e gli auricolari. Domenica 17 marzo, in un tempo e in uno spazio “altro”, un soffio di vita molto simile a un estremo battito d’ali tornerà a parlarci di lei. Lo hanno chiamato "Fosca Soprani day". A noi dà i brividi. Chissà a lei.
L’affetto. Partiamo dalla fine. O dall’inizio. Perché in questo caso non c’è soluzione di continuità. È il 3 agosto scorso quando, in una Collegiata di Santo Stefano gremita, Novellara si raccoglie per l’ultimo saluto a Fosca Soprani, morta a 80 anni al Santa Maria Nuova dopo un calvario iniziato a fine aprile. Ed è subito chiaro che è un addio speciale. In una mattinata afosa di piena estate, la piazza e i portici deserti, i banchi della chiesa si riempiono all’inverosimile. Lei, così riservata ma allo stesso tempo partecipe alla vita culturale del paese. Lei, una vita dedicata alla famiglia e al lavoro. Quello di maestra: per lei, una vocazione. E allora i conti cominciano a tornare. In chiesa, oltre ai parenti, iniziano ad arrivare anche tanti giovani: molti di loro sono ex allievi che, a trent’anni e oltre di distanza, non l’hanno dimenticata. Poi ci sono le amiche e gli amici delle figlie, quelli che l’hanno conosciuta e, pure loro, non sono voluti mancare. E ancora le ex colleghe. E le amicizie degli ultimi anni che con lei condividevano i corsi di scrittura e quelli dell'Università dell'Età Libera, così come ogni iniziativa attraverso la quale si potesse parlare di letteratura, di poesia, di musica. Per quella curiosità grazie alla quale Fosca non era mai invecchiata. Lei no, il suo corpo quello sì.
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L’Idea. Ed è poche settimane dopo il funerale che nasce l’idea di fare qualcosa per trattenere ancora Fosca tra di noi. Se n’è andata senza che nessuno fosse pronto. E ha lasciato tanto. Perché non continuare a raccogliere quello che ha seminato? Perché non farla continuare a vivere attraverso ciò che ancora ha tanto da dirci e da darci? Rossella Eunini, dall’entusiasmo contagioso e dalla fertile immaginazione, è il deus ex machina del “Fosca Soprani day” in programma domani, alle 16, al Circolo Ricreativo Aperto in via Vittorio Veneto. “Leggere Fosca-Una vita da mediana” il titolo di quello che viene presentato come “racconto poetico-canzoni e musica con Fabio Bidinelli”. Con un prologo sportivo altrettanto commovente in mattinata.
Lavori in corso. A gennaio, già fervono gli incontri: intorno a Rossella si forma un gruppo di persone che, rubando ore preziose alle proprie attività e alla propria famiglia, si trovano due o più volte alla settimana accordandosi su una chat sempre più affollata e animata per mettere a punto il “progetto Fosca” (con l’affettuoso patrocinio di Comune, Università dell’Età Libera, Novellara Sportiva, Circolo Ricreativo Aperto Novellarese, Rosa dei Venti, Pro loco)che finisce per diventare una partitura per parole e musica che racconta Fosca, dall’infanzia alla vecchiaia attraverso gioie e dolori, lacrime e sorrisi, dove a fare da filo conduttore sono le sue parole: racconti, poesie, appunti, ricordi. La prima poesia è degli anni ’50, l'ultima del 2018. Il tutto raccolto in quel computer sul quale Fosca passava le giornate, e spesso le notti. Ma il filo rosso più incredibile è l’Amicizia, l’empatia e la sorellanza (gli uomini coinvolti devono essere orgogliosi del termine) grazie a cui tante persone hanno reso possibile il miracolo. —
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