Scuola, emergenza dirigenti: rischiano la paralisi 46 istituti di Reggio Emilia
In tutta la provincia mancano tanti responsabili dei servizi generali amministrativi. La situazione si aggraverà ancora il prossimo anno e i concorsi non basteranno
REGGIO EMILIA. L’avvio dell’anno scolastico è sempre stato difficoltoso per la mancanza di tanti docenti non ancora nominati. Il prossimo si prospetta ancor più zoppicante per la prevedibile assenza dei dirigenti dei servizi generali amministrativi (dsga) in più di quaranta scuole sulle 67 esistenti nella nostra provincia.
Si tratta dei dirigenti facenti funzione, semplici impiegati che da molti anni, fino a 23, sono incaricati della funzione dirigenziale senza poter ottenere l’immissione nel ruolo superiore.
Tutti dichiarano l’intenzione di non accettare un nuovo incarico nell’anno scolastico 2019-2020 se non avranno la garanzia di essere immessi nel ruolo dirigenziale partecipando a un concorso semplificato che, al di là del titolo di studio, valorizzi la grande esperienza e competenza da loro maturate. In tal caso la normale attività scolastica rischierebbe di essere paralizzata in almeno due scuole su tre.
In ogni scuola esistono due figure apicali. Il dirigente scolastico, una volta denominato preside o direttore didattico, è la massima autorità. Il dirigente dei servizi generali e amministrativi (Dsga) è il vecchio segretario, che sovrintende al lavoro degli impiegati di segreteria e dei collaboratori scolastici e condivide con il dirigente la responsabilità degli atti amministrativi e contabili.
Attualmente sono trentadue, nella nostra provincia, gli assistenti amministrativi incaricati della funzione dirigenziale senza esserne titolari. Vi sono poi trentuno Dsga di ruolo, di cui quattro devono anche svolgere come reggenti la funzione dirigenziale in una seconda scuola priva del dirigente amministrativo. La situazione è destinata a peggiorare, dal momento che da settembre i pensionamenti previsti libereranno altri dieci posti. Perciò dall’inizio del prossimo anno scolastico saranno 46 gli istituti scolastici privi del Dsga.
Quei posti non potranno essere coperti con i vincitori del concorso già indetto, che sicuramente si concluderà molto più tardi. Vi sono, infatti, ben 102.900 domande per i 2004 posti messi a concorso dal ministero, di cui il 30% riservato ai Dsga facenti funzione. Nella nostra regione sono 7.524 i concorrenti che si contendono 209 posti, di cui 63 riservati ai Dsga non titolari. Tutti, compresi gli incaricati pluriennali che hanno diritto alla riserva, devono superare un severo test preselettivo con cento quesiti.
Quindi i Dsga facenti funzione rischiano di non essere ammessi alle due prove scritte e al colloquio del concorso vero e proprio. Eppure fra di loro c’è chi ha maturato una tale competenza da tenere dei corsi d’aggiornamento per i dirigenti amministrativi. La loro protesta, appoggiata dai sindacati confederali e dall’autonomo Gilda, è stata espressa in due occasioni, in un’assemblea tenuta prima di Natale e in un recente incontro con l’Ufficio scolastico provinciale. «La protesta – scrivono i Dsga facenti funzione – si sta allargando in tante province d’Italia, assieme alle adesioni al ricorso contro un bando discriminatorio e mortificante per coloro che hanno sopperito in quasi venti anni all’inerzia del ministero». —
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