Sfilò l’arma a un agente, pena dimezzata
Nel febbraio 2017 un ladro georgiano prese l’arma a un poliziotto e gliela puntò contro. La condanna scende da 9 a 5 anni
REGGIO EMILIA. Da nove anni e sei mesi a cinque anni e dieci mesi: la Corte d’Appello seconda Sezione Penale di Bologna ha quasi dimezzato la pena a Paris Georgios Tzoortakis, il georgiano 45enne che il 5 febbraio 2017, sorpreso a compiere un furto in un condominio di via Carlo Ritorni, nella colluttazione per assicurarsi la fuga non esitò a sfilare la pistola d’ordinanza a un poliziotto e a puntargliela contro.
LA VICENDA
Quella notte il georgiano si è introdotto con un complice in un appartamento all’ultimo piano di una palazzina tra via Turri e via Emilia Ospizio. I due topi d’appartamento sono saliti sul balcone, hanno forzato con un cacciavite una finestra, sono entrati e si sono impossessati di sette anelli e due spille. Pensavano di agire a colpo sicuro perché l’appartamento era abitato da un’anziana ricoverata da tre giorni; non sapevano però che la vicina del piano di sotto, sentendo armeggiare in piena notte, aveva chiamato il 113. Due agenti della Sezione Volanti hanno sorpreso i malviventi mentre stavano uscendo. I due hanno fatto dietrofront per risalire sul balcone: il complice si è buttato dal balcone ed è sparito, mentre il 45enne ha colpito con calci e pugni gli agenti che cercavano di bloccarlo: nella violenta lotta, tutti e tre avvinghiati sono caduti per la rampa di scale ritrovandosi di nuovo nell’androne, dove il georgiano si è difeso come una furia e nel corpo a corpo è riuscito a sfilare dalla fondina la Beretta, puntandola contro l’addome dell’agente, che ha avuto la prontezza di disarmarlo.
L’ITER GIUDIZIARIO
Sei i capi d’imputazione per il georgiano, trovato in possesso di un passaporto greco falso: rapina impropria (il furto trasceso), rapina impropria (della pistola d’ordinanza), resistenza a pubblico ufficiale, lesioni a pubblico ufficiale, documento falso (ovvero il passaporto), più il tentato omicidio. Per i primi cinque capi d’imputazione nel novembre 2017 il 45enne ha rimediato in rito abbreviato una condanna pesante: 9 anni e sei mesi. Mentre il 28 maggio 2018 il processo – distinto – per tentato omicidio si è concluso con un’assoluzione: il giudice Luca Ramponi ha sancito l’assenza della volontà. Martedì scorso il colpo di teatro in Appello, che ha ridotto considerevolmente la condanna di primo grado.
Gli avvocati difensori Federico Bertani e Nicola Tria hanno contestato sia la pena base, ritenuta eccessiva, sia il conteggio dei reati in continuazione, i due fattori che avevano fatto lievitare la condanna: 8 anni per i primi quattro capi d’imputazione, più un anno e sei mesi per il passaporto falso. La Corte d’Appello ha accolto in pieno la tesi difensiva e il totale della pena è diventato così di 5 anni e 10 mesi. In pratica, il ricalcolo ha riguardato tutti i reati tranne l’accusa sul passaporto falso, confermata. In appello inoltre il detenuto è stato scarcerato per decorrenza dei termini: ora è libero con l'obbligo di firma quotidiano. —
Ambra Prati
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