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Centristi spaccati su Rovesti Ferrari e soci con la Malavasi

C.O.
Centristi spaccati su Rovesti Ferrari e soci con la Malavasi

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correggio. Il listone di centrodestra, capitanato dal segretario leghista Riccardo Rovesti, candidato sindaco, che ha riunito sotto la stessa bandiera (Correggio siamo noi) camicie verdi, azzurri, Fratelli d’Italia e le civiche Correggio al centro e Popolo della famiglia, qualche ferita, alla fine, l’ha provocata. In particolare nel drappello col cuore convintamente al centro.

«Mi chiedo cosa abbiano da dirsi il Popolo delle famiglie e Casa Pound – si chiede Enrico Ferrari, ex segretario provinciale Udc e per due volte candidato sindaco con Correggio al centro – visto che alla presentazione della lista Rovesti c’erano anche loro». Ferrari, ex leader della lista centrista, capogruppo in Comune fino a metà 2017, quando ha lasciato il testimone, subito dopo il referendum, al primo dei non eletti, Simone Mora, ha da poco lasciato, sbattendo la porta, il suo gruppo di riferimento proprio a causa della scelta di correre assieme a una formazione «che ha simpatie verso l’estrema destra». Inaccettabile per Ferrari e per alcuni altri ex fedelissimo di Correggio al centro, costretti a cambiare “casa”.

«Ho tentato di fare qualcosa – prosegue l’ex segretario Udc – convocando un’ assemblea di Correggio al centro. Ma la scelta è stata chiara: la maggioranza ha deciso di andare con Rovesti». La minoranza è rimasta fedele a Ferrari e la spaccatura è arrivata di conseguenza.

Cosa faranno ora i fuoriusciti di Correggio al centro? Appoggeranno, nella tornata elettorale del 26 maggio, un’altra formazione centrista, “Correggio ai cittadini” di Fabio Catellani e Aimone Spaggiari (presidente Pro loco), che a sua volta ha già deciso che sosterrà la candidatura della Pd Ilenia Malavasi, sindaco in carica, pronta per il bis.

«Mi pare che abbia ben governato – è il giudizio di Ferrari – e che abbia fatto tutto quel che si poteva fare per arginare i danni del crac En.Cor, vicenda che, tra l’altro, ho contribuito a far emergere nei miei due mandati in consiglio comunale. Ma ora siamo di fronte a una legislatura nella quale si può pensare al rilancio di Correggio – conclude – e mi pare assurdo e riduttivo continuare a parlare solo di quell’argomento. Il futuro di Correggio va riprogettato e questo è il momento di farlo». —

C.O.

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