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malformazioni congenite 

«Una nuova legge sulla rete nazionale registri tumori»

I dati sono stati presentati  dal deputato M5s Zolezzi «Un traguardo storico che arriva al termine di una lunga battaglia»

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REGGIO EMILIA. «È un traguardo storico che arriva al termine di una lunga battaglia iniziata la scorsa legislatura e un’arma indispensabile nella lotta ai principali mali della nostra epoca: il cancro e altre patologie congenite. Grazie al M5s la Rete nazionale dei registri tumori e dei sistemi di Sorveglianza e il referto epidemiologico è legge». Lo afferma il parlamentare M5s, Alberto Zolezzi, che ieri ha diffuso alcuni dati sulle malformazioni congenite nei nuovi nati. Secondo i dati diffusi dal M5s, in quattordici anni – fra il 2002 e il 2016 – le malformazioni congenite in provincia di Reggio sono aumentate del +408%, passando da 42 casi a 160. In Emilia Romagna, invece, sono aumentate del 213%. A finire sul banco degli imputati, secondo l’esponente M5s, sopratutto l’inquinamento. Ma, rispetto ai dati, non è dato sapere quanta incidenza abbiano altri fattori come la genetica o i grandi progressi fatti dalla ricerca nell’individuare nuove forme di patologie.

«Sul fronte delle malformazioni congenite occorrono indagini approfondite per comprendere le cause di un drammatico aumento di questo tipo di patologie. In Emilia Romagna, e in particolare nella provincia di Reggio, negli ultimi anni si è infatti registrata un’impennata di casi», spiega Zolezzi presentando le analisi seguenti a un accesso agli atti degli enti sanitari territoriali, che hanno messo il M5s in contatto con il Registro regionale malformazioni che poi ha dato accesso tramite i dati concessi dall’Università di Ferrara. Dal M5s citano inoltre Eurocat (Network Europeo dei Registri delle Malformazioni Congenite). «Il limite massimo – afferma Zolezzi – su un territorio per le malformazioni congenite è il 2%. Limite massimo che in Pianura Padana ed Emilia Romagna è abbondantemente superato in moltissimi comuni e nel 2016 si attesta al 3,16% e il 3,55% in provincia di Reggio Emilia».

Per il parlamentare M5s, medico all’ospedale di Mantova, «l’esposizione della madre e del feto a fattori che provocano notoriamente malformazioni nell’embrione (infettivi, fisici, chimici, patologie materne) causa circa il 9-10% dei difetti, mentre il 65% ha un’eziologia non nota, forse correlata a complesse interazioni tra il gene e l’ambiente. Conoscere la situazione epidemiologica di un territorio aiuta a capire le cause e rimediare ad errori del passato, eliminare fonti inquinanti e programmare lo sviluppo del territorio avendo ben saldi due principi salute e sostenibilità ambientale. Nonostante Reggio si sia dotata da tempo del Registro Tumori, esistono dei limiti dovuti al fatto che è molto difficile stabilire la correlazione con i fattori ambientali e comparare i dati con quelli di altre realtà: la qualità della raccolta dei dati varia da territorio a territorio. Un limite al quale la legge approvata in via definitiva (e all’unanimità) alla Camera punta a porre rimedio». —

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