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I liquami finiscono nel canale: «Situazione intollerabile»

Cadelbosco sopra, la denuncia, con tanto di fotografie, arriva dal consigliere comunale Giansoldati. Sotto accusa un allevamento di suini. «Con la siccità, il danno è più grave»


12 aprile 2022


CADELBOSCO SOPRA. Liquami nel canale Begone, che in questo periodo di siccità è diventato un rivolo nero e maleodorante, in alcuni punti addirittura schiumoso, ricoperto di una patina.. È la denuncia che arriva dal consigliere comunale di Rifondazione Comunista in consiglio comunale, Pietro Giansoldati. Un reportage fotografico della zona di Cadelbosco Sotto, nei pressi del viottolo del Begone che racconta per immagini una situazione critica. Che il consigliere ha provveduto, come prima cosa, a segnalare agli agenti della polizia municipale dell’Unione Terre di mezzo.


«C’è un allevamento di suini non lontano da lì, con due lagoni in cui vengono accumulati i liquami. Ma un tubo, con tanto di trattore, lo sta svuotando e fa finire tutto in un terreno che si trova a pochi metri dal Begone: è ovvio che dopo ore che questo procedimento va avanti, quei liquami inevitabilmente finiscono nel canale, data la stretta vicinanza».Giansoldati va giù duro. «Sono anni che conviviamo con queste situazioni, ma così è davvero intollerabile. Perché un conto è che per sbaglio accadano degli sversamenti non voluti, ma qui è proprio voluto. Invece le procedure di smaltimento dovrebbero essere tutt’altre».

Di certo, non quelle che fanno finire i liquami in un corso d’acqua che finirà con lo scaricarsi di passaggio in passaggio nel torrente Crostolo.Giansoldati critica anche la tenuta del canale. «Le sponde, un po’ a causa della siccità un po’ per il passaggio di mezzi pesanti, in alcuni punti sono letteralmente crollate. Cosa può accadere se dovesse piovere e dovesse riempirsi? Finirebbe con lo straripare», denuncia. Le fotografie che ha scattato ieri mattina mettono in evidenza anche questa criticità.

«In questi giorni si parla tanto di ecologia e di ambiente, ma noi a Cadelbosco facciamo i conti con queste situazioni – dichiara –. Qui è tutto un caos, la gente fa quello che gli pare, ma c’è un limite a tutto». Ora bisogna vedere cosa intenderanno fare le autorità, se Arpa interverrà per campionare l’acqua e magari andare a vedere chi ha provocato questo sversamento. —

 

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