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La polizia sbarca su Facebook «per stare vicino ai cittadini»

Leonardo Grilli
La polizia sbarca su Facebook «per stare vicino ai cittadini»

Presentata ieri mattina la pagina social ufficiale della questura di Reggio Emilia I reggiani potranno commentare notizie ed essere informati su eventi e convegni

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La questura di Reggio Emilia sbarca su Facebook, diventando la terza in regione ad abbracciare la svolta social dopo quelle di Parma e Forlì-Cesena e una delle 39 di tutta Italia presenti sul social network, su un totale di 104. La nuova pagina, dal nome “Questura di Reggio Emilia” – riconoscibile dal simbolo della Repubblica che la distingue da altre con lo stesso nome – avrà una funzione ben precisa: quella di contenitore di notizie e attività istituzionali, anche locali, rese note dalla questura e rivolte alla città, che potranno solo essere commentate con toni e linguaggi appropriati e condivise.

«Ci siamo modernizzati – spiega il capo di gabinetto della questura, Domenico De Iesu – e vogliamo far sapere ai cittadini che dal punto di vista dell’utilizzo delle nuove tecnologie siamo all’avanguardia. Un nuovo strumento per aprirsi e far conoscere il nostro lavoro».

Per le segnalazioni di situazioni di degrado e potenziali reati, o anche per informarsi sull’andamento delle istanze che hanno presentato, i cittadini dovranno invece continuare a utilizzare i due canali già attivati da tempo. Ovvero l’ufficio relazioni con il pubblico (aperto a tutti e contattabile attraverso l’indirizzo di posta elettronica certificata urp.quest.re@pecps.poliziadistato.it) e l’applicazione per smartphone “Youpol”, con cui è possibile segnalare episodi di bullismo, spaccio e situazioni poco chiare.

In particolare l’Urp, informa la responsabile Orietta Giacomini, amministratrice anche della nuova pagina Facebook, «ha ricevuto l’anno scorso circa duemila email dei cittadini, a cui si aggiungono le telefonate e gli esposti. I contatti hanno riguardato in prevalenza pratiche amministrative, come passaporti, permesso di soggiorno e licenze di porto d’arma».

Per quanto riguarda l’applicazione, invece, il dirigente della squadra volanti Carlo Maria Basile, sottolinea: «È uno strumento partito in sordina che però ha oggi raggiunto un buon numero di segnalazioni».

Purtroppo, aggiunge, «sono ancora poco circostanziate e non ci permettono di predisporre dei servizi mirati».

L’applicazione resta comunque preziosa perché, conclude De Iesu, «ci permette di conoscere a fondo determinate situazioni con informazioni che arrivano dai diretti interessati e senza intermediazioni».

Tornando alla pagina Facebook, spiega il questore vicario Andrea Salmeri, si tratta di un «ulteriore modo per informare, informarci, comunicare attività istituzionali ed è un sistema di partecipazione e confronto con tutti i cittadini sul quale sta puntando molto lo stesso questore, Antonio Sbordone. Permette di aprirci non solo a un discorso locale e cittadino ma anche provinciale».

Bloccata, invece, la possibilità di mandare messaggi privati su Facebook alla polizia. Una decisione imposta dal ministero perché, sottolineano i funzionari della questura, «il principale canale di comunicazione diretta, oltre al 113, resta l’Urp». —



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