Le 164 telecamere dell’Unione collegate con questura e Arma
Rubiera, il protocollo sulla sicurezza che coinvolge la prefettura portato a compimento. Un percorso che è stato lungo a causa dei vincoli dovuti a privacy e burocrazia
RUBIERA. Tutte le telecamere in rete con carabinieri e polizia. Gli oltre 160 impianti pubblici di videosorveglianza e videoripresa sistemati nel vasto territorio dell’Unione Tresinaro Secchia sono ora collegati con le centrali operative dell’Arma e della questura, da cui dipende la polizia. In questo modo, sarà possibile condividere in tempo reale molte informazioni, soprattutto sul passaggio dei veicoli nelle zone dove si trovano le camere per la ripresa. Dettagli che, in caso di allerte legate a furti e non solo, potrebbero facilitare l’intervento dei militari e dei poliziotti coinvolti.
IL PIANO. Si parla in totale di 164 punti, fra 131 telecamere di videosorveglianza e 33 varchi OCR: questi ultimi sono sistemi video in grado di “leggere” simboli e lettere e quindi di identificare le targhe grazie ad un programma di riconoscimento automatico. La fornitura è gestita direttamente dalla polizia municipale dell’Unione Tresinaro-Secchia e sinora, quando vi fosse bisogno di immagini e targhe, era necessario un contatto fra i vari operatori. Con l’automatizzazione del tutto, la speranza è di velocizzare i tempi di reazione in casi in cui la velocità può essere fondamentale. Per arrivare a questo punto, è stato necessario completare un protocollo che coinvolge la Prefettura, come rappresentanza territoriale dello Stato, le varie forze dell’ordine, la Municipale e ovviamente i sei Comuni coinvolti: Baiso, Casalgrande, Castellarano, Rubiera, Scandiano e Viano.
Presenti, oltre al prefetto Maria Forte e ai comandanti dei carabinieri, i sei sindaci. «È stato un percorso non semplice, tra privacy e altri ostacoli burocratici, finalmente giunto alla fine. Per i cittadini è davvero un po’ di sicurezza in più; per i Comuni, anche il giusto coronamento di un investimento importante, che continueremo a potenziare», commenta il presidente dell’Unione e sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro.
IL TAVOLO. La richiesta è sul tavolo da quasi un anno ma ha vissuto vari rallentamenti, fra doverose verifiche sul rispetto della privacy dei singoli cittadini e lungaggini burocratiche, ora risolte. In questi ultimi anni l’Unione è stata una delle aree maggiormente segnate da furti ed effrazioni assortite, ed una delle principali risposte è arrivata con l’installazione di un alto numero di telecamere sulle vie più trafficate. Si parla del cuore del comprensorio ceramico, una zona molto popolosa e molto trafficata, attrezzata per il transito di migliaia di mezzi al giorno. Una viabilità complessa che, ovviamente, può diventare un’alleata di chi cerca vie di fuga dopo un colpo. Senza contare che il territorio in questione non è necessariamente omogeneo, e si va dalle zone di via Emilia e di grande urbanizzazione fra Rubiera, Casalgrande e Scandiano ai colli e alla campagna che risale a sud verso l’Appennino, piena di complessi residenziali come di piccole borgate isolate.
In particolare, dal 2017 è stato possibile utilizzare gli impianti OCR per il riconoscimento delle targhe, e da allora sono stati sistemate numerose postazioni negli snodi critici della viabilità.Per Scandiano, ad esempio, si è puntato a coprire tre delle principali vie di accesso dalla città, dalla montagna e dalla via Emilia, mentre gli altri confini interni sono garantiti dalle telecamere di competenza dei Comuni confinanti, in un effetto a cascata che coinvolge tutta la zona. —
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