Nuovi interrogatori Carretti torna in libertà
REGGIO EMILIA. Sono iniziati anche a Reggio Emilia gli interrogatori di garanzia dopo gli arresti scattati con l’inchiesta Camaleonte contro la ’ndrangheta in Veneto, legata a doppio filo all’inchiesta Aemilia. Trentatré le misure cautelari disposte la settimana scorsa (sono 58 in tutto gli indagati) che hanno portato alla comparizione in udienza davanti al gip Luca Ramponi dei destinatari reggiani delle misure cautelari inflitte dal gip del tribunale di Venezia su richiesta della Dda di Venezia. Diversi indagati sono già stati condannati nell’inchiesta Aemilia. Tra i principali ci sono i fratelli Bolognino, Gaetano Blasco (accusati anche in Veneto del reato di associazione mafiosa) e il pentito Giuseppe Giglio. Ieri è stato interrogato Giuseppe De Luca, salernitano di 55 anni, residente a Reggio Emilia, ristretto agli arresti domiciliari. È considerato un prestanome di Antonio Brugnano per reati legati alle false fatturazioni. De Luca, difeso dall’avvocato Giuseppe Migale Ranieri, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Stessa scelta difensiva per Vincenzo Marchio, 52 anni, cutrese residente sempre a Reggio Emilia, difeso dall’avvocato Alessio Fornaciari e anch’egli agli arresti domiciliari. È stata disposta invece la liberazione per Marco Carretti, correggese di 36 anni, indagato per il filone legato alle false fatturazioni. Il suo avvocato, Annalisa Bassi, aveva depositato infatti in tribunale a Venezia l’istanza di revoca della misura restrittiva degli arresti domiciliari, ritenendo insussistenti le esigenze cautelari in quanto parte dei capi contestati riguardano il processo legato all’inchiesta emiliana “House of cards” in cui Carretti aveva già patteggiato 2 anni di reclusione, ma con pena sospesa. Secondo la difesa quanto contestatogli allora si sovrapporrebbe alla nuova inchiesta in Veneto. —
E.L.T.
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