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CORREGGIO 

Pugno-killer, Mirabito condannato a 8 anni

Enrico Lorenzo Tidona
Pugno-killer, Mirabito condannato a 8 anni

Confermato l’omicidio preterintenzionale. La Procura aveva chiesto 14 anni, ma sono state riconosciute le attenuanti

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CORREGGIO  Ha ascoltato in silenzio le repliche di accusa e difesa e, altrettanto in silenzio, ha ascoltato la sentenza che lo ha condannato a 8 anni di carcere per aver provocato con un pugno la morte del marocchino 37enne Youness Abouloufa El Idrissi. A sferrarlo è stato Sebastiano Mirabito, imputato ieri presente in aula, dove si è difeso dalla pesante accusa di omicidio preterintenzionale per la morte del marocchino, avvenuto il 5 settembre del 2017. La Procura aveva chiesto una condanna a 14 anni con le aggravanti, ma a Mirabito sono state riconosciute le attenuanti generiche, mentre ai 10 parenti costituitisi parte civile è stato riconosciuto solo il pagamento delle spese processuali e non la provvisionale da 30mila euro chiesta tramite l’avvocato Vainer Burani. La parte sarà eventualmente liquidata dal giudice di merito civile.
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La sentenza è giunta ieri dopo quattro ore di camera di consiglio ed emessa nel processo d’Assise dal tribunale di Reggio. A leggerla è stato il presidente del collegio, Simone Medioli-Devoto, con il giudice Sarah Iusto a latere, che assieme alla giuria popolare hanno confermato l’impianto accusatorio ripercorso durante la discussione dal sostituto procuratore Giulia Stignani.

Mirabito, siciliano di 33 anni, colpì al volto il nordafricano con un pugno che l’aveva fatto stramazzare a terra facendogli battere poi la testa al suolo. Dopo le complesse indagini è partito lo scorso ottobre il processo in Assise, giunto ieri al primo grado di giudizio. A base dell’inchiesta la perizia del consulente della procura che ritiene come la morte del marocchino di 37 anni sia avvenuta dopo alcune ore a seguito delle lesioni riportate nella caduta. L’uomo fu colto da malore a Reggio Emilia mentre si trovava in camera di sicurezza nella caserma dei carabinieri. L’inchiesta aveva dimostrato che a causare il decesso della vittima fu un’emorragia interna provocata dal pugno e dalla testa sbattuta al suolo. «La causa delle morte è quel pugno» ha ribadito ieri con forza il pm durante la discussione e le successive repliche: «Non c’è stata alcuna condotta omissiva da parte di nessuno. Il decesso è avvenuto in seguito al pugno, come ha detto chiaramente il medico legale».

La colluttazione avvenuta in via Roma a Correggio – e ripresa peraltro dalla telecamere, con i filmati acquisiti nel processo – era avvenuta in due tempi. Prima tra la vittima e altri connazionali, sedata dai carabinieri. In seguito Youness Abouloufa El Idrissi tornò alla carica ma fu colpito da Mirabito che abita poco distante, uscito dal portone di casa e scagliatosi sulla vittima. Per l’avvocato difensore, Daniele Pellacani, «a livello di istruttoria restano molti dubbi» ha detto durante la discussione, con la quale aveva chiesto l’assoluzione per il nesso causale: «C’erano altri segni sul corpo. Non è stato quell’unico colpo ma nessuno ha approfondito». —


 

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