Gazzetta di Reggio

Reggio

Ieri l’ufficializzazione 

Dario De Lucia si ricandida e lo annuncia con un fumetto

R.F.

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REGGIO EMILIA. Come anticipato dai mega manifesti già apparsi in città, in formato 6x3metri – per intenderci come quelli del sindaco uscente Luca Vecchi, ma con la differenza che qui è il rosso il colore dominate – Dario De Lucia si ricandida in Sala Tricolore. Ieri è stata ufficializzata la candidatura per un secondo mandato del vulcanico, scoppiettante e consapevolmente provocatorio consigliere del Pd che in qualche frangente è stato anche mal sopportato all’interno del suo stesso gruppo consiliare. In questi cinque anni De Lucia è stato il consigliere che ha maneggiato con più capacità, acume e continuità i social, così come non si è fatto mancare polemiche, scontri al fulmicotone con i fascisti e gli esponenti dell’estrema destra, né battaglie condotte all’inizio quasi in solitaria come quella per portare a Reggio il Gay Pride, poi coronate da successo. Ma De Lucia non si è sottratto, anzi spesso li ha cercati scontri al calor bianco all’interno del Pd sia con diversi esponenti renziani, sia con lo stesso segretario provinciale Andrea Costa sui conti di Festareggio. Non si è fatto mancare nulla, nemmeno qualche querela. Come nel caso del candidato del M5s Fabrizio Aguzzoli che ha preannunciato di voler adire a vie legali contro De Lucia che l’ha definito in un post “No Vax”. Ma tant’è. Il personaggio non è nuovo agli scontri, ma gli va riconosciuta una innata capacità di farsi sentire in sala Tricolore dove spesso i suoi interventi hanno scatenato il putiferio tra l’opposizione. Va anche riconosciuto che in questi anni ha saputo farsi ascoltare.

All’inizio i suoi ordini del giorno in sala Tricolore erano firmati solo da Lucia Lusenti di Sinistra Italia e da Lanfranco De Franco di Mdp, mentre nell’ultimo periodo spesso a fianco alla sua firma figuravano quella di altri colleghi del Pd. Anche nella sua autopresentazione De Lucia non ha rinunciato a cercare di non essere banale e l’ha fatto utilizzando un fumetto per spiegare la sua scelta di tornare in pista. Nella sua autocandidatura senza troppo indulgere alla modestia De Lucia non esita a scrivere che in molti lo considerano «un cavallo di razza del Pd di Reggio», mentre lui si definisce «un mulo da traino». Poi si presenta: nato nel 1988, di professione social media manager, è tesoriere di Istoreco, revisore dei conti di Arci Gay e ha agganci con Arci, Legacoop, Anpi, Cgil. Poi aggiunge in terza persona che con la sua candidatura «Vecchi può contare su un valido aiuto, ma è anche su un’arma ad orologeria». E conclude: «Posso far cambiare rotta all’immagine pulita ma ingessata del Pd». Il 27 marzo alle 20 De Lucia sarà alle Cucine clandestine. —

R.F.

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